Sulla montagna che consacrò Merckx al Tour, Pogacar “regala” quasi 8 minuti: mossa da astuto campione

Tadej Pogacar campione e stratega: al traguardo della 12a tappa del Tour de France, la prima sui Vosgi, il capitano della UAE Emirates nonché indiscussa maglia gialla, ha deciso di sparire dai radar lasciando spazio ad altri corridori. Alla fine, pagherà quasi 8 minuti di ritardo all'arrivo di Belfort dove ha trionfato lo svizzero Mauro Schmid e con Tom Pidcock che ha recuperato in classifica finale, infilandosi in quarta posizione. Una mossa astuta da parte dello sloveno che dopo aver dominato in lungo e in largo nella prima settimana, ricevendo anche fischi e critiche da parte dei tifosi, si è defilato. Proprio nella frazione in cui si scalava il Ballon d'Alsace, la mitica ascesa che fece conoscere al mondo la stella di un certo Eddie Merckx.
La fuga di giornata e lo show di Pidcock: ma la vera notizia è Pogacar che resta in gruppo
Il gruppo della maglia gialla per una volta, la prima volta in questo Tour, decide di lasciar spazio, gestendo semplicemente la situazione a distanza, senza dannarsi l’anima per ricucire il gap dai fuggitivi di giornata che "scappano" anche oltre gli 8 minuti. Vantaggio che aumenta con il passare dei chilometri e che regge anche l'urto del momento clou di giornata, il GPM del Ballon d’Alsace, momento chiave di questa tappa per decidere la vittoria. Ed è lì che Tom Pidcock prova a fare la differenza sia in salita che, soprattutto, in discesa insieme ai suoi compagni di fuga, non riuscendo a staccare gli altri e pagando poi al traguardo a fronte dello sprint di Schmid.
Ma la notizia più importante è l'assoluta assenza da parte di Pogacar di scattare e lasciare sui pedali i rivali principali, restando costantemente in seconda fila, lasciando lavorare e tirare altre squadre. Un atteggiamento di prudenza ma anche di assoluta intelligenza perché proprio lo sloveno e la sua UAE erano finiti nel catino della polemica: molti tifosi hanno iniziato a fischiarli a bordo strada, a fronte di un dominio eccessivo mostrato nei giorni precedenti. Così, il "regalo" che ha scartato principalmente Pidcock, balzato in generale a soli 4 minuti da Pogi, al 4° posto.
Il Ballon d'Alsace, la epica salita che consacrò il mito di Merckx nel '69
Non si è visto Pogacar nemmeno sulla montagna che tutti aspettavano e dove molti prevedevano la classica progressione devastante. Non un'erta qualunque ma proprio la salita che al Tour ha una storia straordinaria: non solo è la prima erta in assoluto ad essere inserita nella Grande Boucle, nella prima epica edizione del 1911, ma è quella che mostrò la grandezza di Eddie Merckx.
Fu proprio sul Ballon d'Alsace nel luglio 1969, che il Cannibale belga compì la sua prima vera dimostrazione di forza, frantumando la corsa, lasciando sui pedali campioni del calibro di Felice Gimondi, Raymond Poulidor e Roger Pingeon. In quel giorno, Merckx indossò la maglia gialla, era la 6a tappa, e non se la tolse più fino a Parigi, con un distacco abissale sul secondo di quasi 18 minuti.