Del Toro cambia faccia quando capisce che Pogacar lo lascia vincere al Tour: neanche lui ci crede

Isaac Del Toro si volta verso il suo capitano Tadej Pogacar che lo ha affiancato poco prima del traguardo della seconda tappa del Tour de France, 168.5 chilometri da Tarragona a Barcellona, e lo indica già sapendo come andrà a finire, ovvero che il cannibale del ciclismo moderno si prenderà anche questa vittoria, l'ennesima di una stagione in cui il 27enne fuoriclasse sloveno ha vinto quasi tutte le volte in cui si è presentato al via di una corsa, a maggior ragione se con arrivo in salita. E invece no, Pogacar – che in quel momento non sembra fare alcuno sforzo – allarga il volto in un sorriso che appare davvero sincero, dà una pacca al 22enne messicano e lo lascia vincere braccia al cielo come nei sogni più belli. In quel momento l'espressione di Del Toro cambia, si mette le mani in testa e urla tutta la sua gioia mista a incredulità mentre taglia il traguardo.
UAE già stradominante al Tour de France, Pogacar si veste da stratega che guarda avanti
Se per il ‘Torito' – che ha riportato una tappa del Tour in Messico 36 anni dopo Raul Alcalá – è un momento che non dimenticherà, probabilmente un antipasto di quella che sarà la sua carriera di predestinato, per Pogacar la concessione di una vittoria di tappa è un investimento che pagherà sicuri dividendi nel prosieguo della corsa, visto che Isaac – all'interno di una UAE che ha dato ancora una volta una dimostrazione di forza impressionante – sarà il suo primo scudiero nei frangenti più difficili.
Un investimento reso ancora più strategico dallo stato di forma mostrato da Jonas Vingegaard nella trionfale crono di apertura che gli ha dato la maglia gialla: il danese promette di essere un osso molto duro per il successo finale. Domenica Vingegaard è apparso non brillantissimo sullo strappo finale, facendosi superare prima della linea anche da un redivivo e ottimo Evenepoel, ma la battaglia con Pogi è appena all'inizio e promette scintille.
"Non ci credo, questa vittoria significa tutto per me – ha detto poi Del Toro, che è al debutto al Tour e vanta già un clamoroso secondo posto al Giro d'Italia dello scorso anno – Sono veramente un privilegiato, so di correre nella squadra più forte. Devo ringraziare la mia famiglia, i miei amici, tutti quelli che mi hanno aiutato a realizzare questi sogni mentre crescevo. Non posso che ringraziare Tadej, essere nella stessa squadra con lui è qualcosa di incredibile. E devo ringraziare anche tutti i miei compagni".
Si riparte oggi con la terza tappa che porterà il Tour dal suolo spagnolo a quello francese, 195.9 km da Granollers a Les Angles. Vingegaard è maglia gialla con 6 secondi su Pogacar, poi Evenepoel (+0:15), Del Toro (+0:16), Ayuso (+0:19) e il 19enne attesissimo Seixas (+0:42).