Pogacar operato con successo alla clavicola: intervento anticipato per sperare nel miracolo
Tadej Pogacar è stato operato con successo alla clavicola sinistra nella serata di lunedì 31 agosto a Barcellona, un intervento necessario ma anticipato rispetto alle previsioni iniziali che puntavano a martedì o mercoledì. La scelta di accelerare i tempi risponde alla volontà di ridurre al minimo i giorni di immobilità e favorire un recupero più rapido dopo la frattura scomposta riportata sabato 29 agosto durante l’ottava tappa della Vuelta spagnola. L'obiettivo è quello di capire se si possa riuscire nel "miracolo" sportivo di rivederlo in sella ancora prima della fine della stagione attuale, se non ai Mondiali, almeno al Lombardia ma sarà difficile e rischioso.
La dinamica della caduta a Xeraco, durante la Vuelta di Spagna
Il campione del mondo aveva perso il controllo della bici a una trentina di chilometri dall’arrivo a Xeraco, durante l'8a tappa della Vuelta 2026, mentre il gruppo viaggiava a una velocità stimata intorno ai 66,5 km/h. Secondo le ricostruzioni, una pietra, per alcuni un corpo estraneo identificato in una batteria da dispositivo mobile, sulla strada lo ha costretto a una sterzata improvvisa, facendolo volare oltre il manubrio e atterrare con violenza su spalla e volto, determinando quello che a tutti gli effetti è stato il primo grave incidente in carriera coinciso con il ritiro di Pogacar in un Grande Giro.
Il comunicato della UAE e le parole di Gianetti
Il comunicato ufficiale della UAE Team Emirates, firmato dal direttore medico Adrian Rotunno, aveva confermato subito dopo la caduta la diagnosi devastante: commozione cerebrale, frattura scomposta della clavicola sinistra, frattura stabile della vertebra cervicale C7 e multiple abrasioni. Fortunatamente non è stata registrata alcuna ulteriore lesione neurologica grave. L'intervento alla clavicola era stato deliberatamente rimandato per precauzione legata alla commozione, evitando eventuali complicanze inutili: Mauro Gianetti, manager della squadra, aveva infatti indicato la giornata di martedì 1 settembre o mercoledì 2, come le finestre possibili, sottolineando che lo shock era stato severo ma che il morale di Pogacar restava alto. Lo stesso corridore aveva pubblicato successivamente una foto dal letto d’ospedale a Barcellona, con collare e cerotti, accompagnata dalla canzone "Stayin’ Alive" dei Bee Gees, segno di ottimismo.
Perché l'operazione di Pogacar è stata anticipata
Anticipare l’intervento rispetto a quella finestra rappresenta un tentativo concreto di guadagnare giorni preziosi nella speranza di un prodigioso recupero. Negli studi sui ciclisti professionisti, il ritorno in sella dopo una frattura di clavicola trattata chirurgicamente, con un intervento di osteosintesi con placca e viti, richiede in media tra i 50 e i 60 giorni per tornare a competere a livello elite. La possibilità di riprendere l’allenamento indoor è solitamente entro pochi giorni mentre quello outdoor arriva di norma dopo due/tre settimane, a seconda dell’evoluzione e della qualità della fissazione. Alcuni specialisti parlano anche di tre/cinque settimane per atleti di altissimo livello, ma il rischio di ricadute e la necessità di recuperare forza e stabilità della spalla rendono prudente un approccio più lungo.
Le corse che Pogacar rischia di saltare a fine stagione
Nel calendario che restava a Pogacar, le scadenze più vicine e ambiziose erano i Campionati del Mondo di Montréal in calendario tra il 20 e il 27 settembre, i Campionati Europei di inizio ottobre, da correre in casa, in Slovenia, e il Giro di Lombardia del 10 ottobre. Tutte appaiono comunque difficilmente raggiungibili: il tempo a disposizione, anche con l’intervento anticipato, risulta troppo compresso per garantire una condizione di gara adeguata. Anche perché Pogacar ha insegnato a tutti che non corre mai per partecipare, ma per vincere e presentarsi non al 100% non avrebbe dunque alcun senso per lui.
La stagione di Pogacar: prestazioni dominanti prima dello stop
La stagione 2026 di Pogacar, fino a sabato 30 agosto, era stata di un dominio quasi assoluto: vittorie a Strade Bianche, Milano-Sanremo, Giro delle Fiandre, Liegi-Bastogne-Liegi, Tour de Romandie, Tour de Suisse e quinto Tour de France, oltre a diverse tappe già conquistate alla Vuelta, incui si era vestito di rosso dal primo giorno. Un tasso di successo elevatissimo che ne confermava lo status di corridore dominante prima della caduta che rappresenta il primo vero grave infortunio in carriera. In precedenza Pogacar aveva subito la frattura del polso alla Liegi del 2023, incidente che rappresenta l’unico caso di lunga sosta forzata negli ultimi anni, mentre numerose altre cadute, tra cui alle Strade Bianche, Sanremo, Tour lo avevano visto rialzarsi e spesso vincere.
Questa volta la combinazione di frattura scomposta, vertebra e commozione ha interrotto una corsa che sembrava destinata a riscrivere ancora una volta la storia del ciclismo moderno, provando a completare il set dei tre Grandi Giri, prendendosi quella Tripla Corona che il suo principale rivale, Jonas Vingegaard aveva colto solo qualche mese prima a giugno, vincendo il Giro d'Italia. Ora l'attenzione si sposta interamente sulla qualità della ripresa: l'intervento anticipato è il primo passo concreto per contenere i tempi, ma il percorso verso il ritorno in sella dipenderà dall’evoluzione clinica e dalla capacità di gestire senza fretta una riabilitazione che dovrà restituire al ciclismo e allo sport un campione di nuovo capace di ritornare al suo 100%.