Giulio Pellizzari: “Brucerò tutti i pettorali e le maglie. Non voglio nessun ricordo di questo Giro”

Il Giro d'Italia 2026 si è appena concluso ma per gli azzurri non è stata proprio tutta rose e fiori. È stato infatti un percorso decisamente in salita per Giulio Pellizzari, il giovane talento marchigiano della Red Bull-Bora-Hansgrohe. Partito con grandissime aspettative specie dopo il grandioso 6° posto conquistato nell'edizione 2025, quest'anno il Giro non è andato come sperava. Pellizzari ha chiuso la gara al 21º posto nella classifica generale. Un risultato lontano dall'obiettivo podio a cui poteva realisticamente ambire alla partenza, ma condizionato pesantemente da problemi fisici nella terza settimana.
Giulio si è presentato al via in ottima forma, restano anche in corsa per le zone altissime della classifica generale e per la maglia bianca. Ma a partire più o meno dalla 16ª tappa, con il durissimo arrivo in salita a Carì, in Svizzera, qualcosa è successo. Debilitato da un virus o da un calo fisico drastico, Pellizzari è andato in crisi fin dalle prime battute della frazione, perdendo minuti preziosi dai big (in primis la maglia rosa Jonas Vingegaard, dominatore assoluto del Giro ndr) e uscendo definitivamente dalla lotta per la top 10. Da quel momento in poi, la sua è stata una corsa di resistenza per onorare la maglia e arrivare fino al traguardo finale.
Nonostante questa delusione sportiva, il "Duca di Camerino" non ha perso l'ironia e la lucidità che lo contraddistinguono, commentando la fine del Giro senza nascondere un pizzico di amarezza comprensibile.
"È stata dura fin dall'inizio – in riferimento alla tappa di Carì – non ho avuto le gambe. Conseguenza del virus? Non lo so… Ma sono contento che sia finita, iniziamo a lavorare per la prossima. Ho imparato tanto, ma ora mi libero di tutto, non voglio conservare nemmeno un ricordo di questo Giro, brucerò tutti i pettorali e tutte le maglie – spiega, anche se il piglio comunque è sorridente, pronto a mettersi alle spalle quanto successo –. Brucerò tutto, poi pensiamo al prossimo obiettivo, elaborare quello che è successo e farsene una ragione".

Pellizzari era però riuscito a testa alta a raggiungere il traguardo di Roma: "Sono orgoglioso di essere arrivato qui – aveva dichiarato all'arrivo – soprattutto considerando come stavo nell’ultimo periodo". Il ciclista azzurro in questo modo fotografa perfettamente la voglia di resettare mentalmente questo Giro sfortunato, facendo tesoro degli errori e della sofferenza per tornare ancora più forte.