Vingegaard vince il Giro d’Italia 2026, Milan salva l’orgoglio italiano nell’ultima tappa a Roma

Il Giro d'Italia 2026 si chiude con due immagini opposte e complementari. La prima è quella di Jonas Vingegaard in maglia rosa a Roma, padrone assoluto di una corsa dominata in salita e chiusa con oltre cinque minuti di vantaggio su Felix Gall. La seconda è quella di Jonathan Milan che finalmente alza le braccia al cielo nell'ultima tappa, vincendo la volata nella Capitale davanti a Giovanni Lonardi e regalando all'Italia una doppietta che salva almeno l'orgoglio nel giorno della passerella finale.
Il danese della Visma-Lease a Bike vince così il suo primo Giro d'Italia e completa la Tripla Corona dei grandi giri dopo Tour de France e Vuelta. Un successo costruito con una superiorità netta, certificata dalle cinque vittorie di tappa e dal colpo definitivo di Piancavallo, dove il 29enne aveva chiuso di fatto ogni discorso sulla classifica generale. A Roma non c'era più nulla da difendere, se non il rito finale: brindisi, foto di squadra e ingresso nella storia.
Vingegaard domina il Giro d'Italia 2026: Gall e Hindley sul podio
Il podio finale racconta bene la distanza tra Vingegaard e il resto della corsa. Alle sue spalle chiudono Felix Gall, secondo a 5'22", e Jai Hindley, terzo a 6'25". Più indietro Thymen Arensman, Derek Gee, Afonso Eulalio e Michael Storer. Il primo italiano è Davide Piganzoli, ottavo, davanti a Damiano Caruso, nono nel suo ultimo Giro.
È il dato che pesa di più nel bilancio azzurro: nessun italiano nei primi sette della generale. Una fotografia dura, appena attenuata dalla crescita di Piganzoli e dalla solidità di Caruso, ma sufficiente per raccontare quanto il movimento italiano sia ancora lontano dalla lotta per la maglia rosa. L'unico successo pieno nelle classifiche arriva da Giulio Ciccone, vincitore della maglia azzurra di miglior scalatore. La ciclamino va invece a Paul Magnier, mentre Afonso Eulalio chiude con la bianca.
Milan vince a Roma e dà un senso diverso al finale italiano
Proprio per questo la vittoria di Jonathan Milan a Roma pesa più di una semplice volata. Il friulano era arrivato all'ultima tappa senza successi, dopo piazzamenti e occasioni mancate. Nella Capitale ha trovato il colpo che gli era sfuggito per tre settimane, imponendosi nella volata conclusiva e trasformando il finale del Giro in una festa italiana, non solo per la maglia di miglior scalatore del solito Ciccone.
La doppietta con Giovanni Lonardi secondo non cambia il senso tecnico della corsa, che resta il Giro di Vingegaard, ma rende il finale meno amaro per il nostro movimento. L'Italia non trova uomini da classifica, non lotta per la maglia rosa e chiude lontana dal podio, però evita di uscire di scena in silenzio. Milan salva l'orgoglio azzurro proprio nell'ultima occasione utile: Roma incorona Vingegaard, ma almeno l'ultimo urlo del Giro 2026 parla italiano.