Il Giro d'Italia è in difficoltà per la pandemia di Covid che sta coinvolgendo la corsa in rosa 2020: una squadra si è già ritirata e un'altra l'ha seguita qualche istante dopo nella mattinata odierna. Il tutto per i continui positivi registrati con gli ultimi tamponi, obbligatori per i protocolli sanitari condivisi con la federazione internazionale. Una situazione delicatissima che mette anche a repentaglio la corsa in sè, come ha sottolineato Mauro Vegni, direttore del Giro d'Italia, che ha spiegato ai microfoni della Rai quali provvedimenti sono stati presi dal comitato organizzatore.

L'obiettivo principale è salvaguardare il sistema delle "bolle" nelle quali si trovano le squadre professionistiche, isolate tra loro e con pochissimi e contingentati contatti con il resto dell'organizzazione: "Secondo i protocolli validati con l’UCI, siamo tenuti a fare altri tamponi nel prossimo giorno di riposo, ma continueremo a controllare le squadre che hanno riscontrato delle positività"

Dunque i nuovi test verranno effettuati nella giornata di lunedì 19 ottobre ma per Vegni l'allerta resta altissima, con una serie di verifiche e isolamenti che si stanno effettuando per salvare la regolarità del Giro: "Stamattina gli staff delle squadre e i ciclisti  si sono sottoposti ad altri tamponi e lo ripeteranno giovedì, questo perchè il virus ha un periodo di incubazione e non ci permette di capire come si può evolvere la situazione".

Un problema non da poco con la corsa che ogni giorno ha una tappa da affrontare. "E' drammatico perdere un team intero – sottolinea il direttore della Corsa – ma ritengo che abbiamo preso la decisione più corretta, in accordo con la squadra, dal punto di vista della sicurezza, abbiamo cercato di agire sulla base della responsabilità". E la responsabilità se la sono presa anche le duq squadre che hanno deciso di abbandonare la gara. La prima è stata  la Mitchelton – Scott poi è stata seguita dalla Team Jumbo-Visma che non ha preso ilvia alla 10a tappa in programma oggi.