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Vittorio Vigolo, calciatore a Gibilterra: “Qui la benzina costa 1.053. Litigai con Maldini per colpa di Riso”

Vittorio Vigolo si è raccontato in un’intervista a Fanpage.it. Dall’esperienza calcistica che sta vivendo in Gibilterra alla vita di tutti i giorni: “Si vive benissimo”.
Vittorio Vigolo, calciatore a Gibilterra con l’Europa FC.
Vittorio Vigolo, calciatore a Gibilterra con l’Europa FC.

Dai palcoscenici dorati delle giovanili del Milan e della Nazionale Italiana Under 17, fino ai campi polverosi della gavetta italiana, per poi spiccare il volo verso una realtà calcistica inedita e affascinante come quella di Gibilterra nell'Europa FC. La storia di Vittorio Vigolo, attaccante classe 2000 nato a Valdagno, non è la classica parabola lineare, ma il racconto sincero di chi ha saputo cadere, rialzarsi e reinventarsi pur di non rinunciare al proprio sogno. In questa intervista a Fanpage.it, Vigolo si racconta a cuore aperto: dagli anni a Milanello fino alla sua nuova vita a due passi dal mare di Marbella. Una chiacchierata intensa sul calcio dei grandi, sui sacrifici invisibili e sulla riscoperta della pura passione per il pallone in un paese tanto diverso dall'Italia, ma che oggi rappresenta un'autentica scoperta.

Vittorio, sei cresciuto in settori giovanili importanti in Italia (Milan, Verona), poi tra Serie C e D. Cosa ti ha spinto a dire "basta" con il calcio italiano e a scegliere Gibilterra?
"Diciamo subito che appena arrivato al Milan mi sono rotto, restando fermo da agosto fino a Natale. In quel momento volevo tornare a casa perché ero in un ambiente nuovo: ero il più piccolo, sotto età, lontano dalla famiglia e di certo non è stato facile".

Al Milan e con le Nazionali giovanili hai avuto l'occasione di giocare con diversi protagonisti dell'attuale Serie A.
"Sì, Gabbia, Donnarumma, Pobega, poi in Nazionale giocando con calciatori del calibro di Pinamonti o Bastoni, ma anche Raspadori, Kean e Pellegrini, solo per fare qualche nome".

C'è stato un momento preciso in cui hai capito che dovevi cambiare aria?
"Avevo Giuseppe Riso come procuratore, ho firmato a 16 anni il mio primo contratto triennale. L'anno dopo il Milan mi ha offerto il rinnovo alle stesse cifre, fino al 2023, ma Riso mi consigliò di non firmare".

Vigolo in giro per Marbella.
Vigolo in giro per Marbella.

E cosa accadde?
"Io non ho mai pensato a queste cose, l'ho sempre lasciato fare i miei genitori, ma mio papà era contrario. Riso disse: ‘Fai fare a me che sono un professionista', convincendolo. Per molto tempo mio padre questo contratto l'ha sognato anche di notte. È stato veramente male, perché sapeva di doverlo firmare, ma ha voluto ascoltare uno dei migliori procuratori".

Il Milan come la prese?
"Ho litigato con i vari Maldini, Massara, quelli che c'erano. A quel punto ho giocato qualche partita, però ero un po' messo fuori. Provai a spiegare che era stato Riso a consigliarmi di non firmarlo, ma lui era uno di loro, messo lì da quando c'era Galliani".

Da lì lasciasti il Milan passando poi per Rende e altre club di C e D.
"A un certo punto mi ero proprio stufato di quel mondo lì e ho firmato in bianco per la squadra del mio paese, in Eccellenza, se iniziai a lavorare per un'azienda di serramenti".

Vigolo con la maglia dell’Italia.
Vigolo con la maglia dell’Italia.

Come è arrivata Gibilterra?
"Quell'estate mi chiama mister Michele Di Piedi, allenatore dell'Europa FC (la sua squadra attuale a Gibilterra, ndr), e mi dice di seguirlo. Da allora sono qui".

Qual è stato il primo impatto culturale e linguistico? Ti sei sentito subito a casa o hai vissuto una sorta di shock?
"No, perché il mister è italiano e ci sono compagni italiani. La lingua che parliamo è quasi sempre lo spagnolo, a volte l'inglese".

Molti calciatori che giocano nel campionato di Gibilterra scelgono di vivere in Spagna (nella zona di Marbella o Costa del Sol) e fare i "pendolari" quotidiani oltre il confine. Perché?
"Io ho quasi sempre vissuto in Spagna. Da quasi sei mesi vivo a Marbella con la mia ragazza, lei lavora qua. Per me questo è uno dei posti più belli che esista".

Com'è il livello del campionato a Gibilterra?
"È un po' strano. Di 12 squadre ce ne sono tre che sono da considerare di un livello da metà classifica in Serie C".

In termini economici, percepisci uno stipendio maggiore rispetto a quanto avresti guadagnato in Italia?
"Molti giocatori spagnoli preferiscono andare a Gibilterra perché prendono più soldi. Io qui conduco una vita dignitosa, poi qui c'è un regime fiscale particolare".

Vittorio Vigolo in azione in campo.
Vittorio Vigolo in azione in campo.

Quanto costa la vita di tutti i giorni rispetto all'Italia?
"A Marbella l'affitto è molto caro, di solito a meno di 1200 non trovi. Io ho la fortuna di avere una fidanzata che lavora come agente immobiliare, per questo abbiamo trovato una casa bella vicino al mare e stiamo bene"

E le spese quotidiane? Anche il carburante ad esempio.
"Il prezzo del carburante qui è molto basso. Le due cose che costano meno rispetto all'Italia sono sigarette e benzina. Il diesel è sul prezzo medio di 1.3-1.4 mentre la benzina l'altro giorno era su 1.053".

E le sigarette?
"Un pacco credo che costi 1.50 euro in meno rispetto all'Italia".

Dal punto di vista calcistico invece giocare lì significa anche sfiorare i preliminari di Champions o Conference League. Quanto stimola l'idea di potersi giocare l'Europa che conta rispetto all'anonimato delle serie minori italiane?
"È sempre stato il mio obiettivo da quando sono arrivato qua: giocare per poter fare questa esperienza".

Cos'è che non funziona in Italia che ti convince a restare lì?
"In Italia ci sono procuratori che ti mandano da una parte all'altra per guadagnare e non considerano se quello possa essere l'ambiente ideale per te. Così loro guadagnano soldi e tu perdi tempo. Spesso gli allenatori non conoscono nemmeno il giocatore che gli arriverà, per questo non ti ritrovi nelle situazioni migliori per rendere".

Qual è il tuo obiettivo personale a breve termine? Il richiamo dell'Italia c'è ancora o il tuo futuro è definitivamente all'estero?
"Penso che il mio futuro potrebbe essere in Spagna, più che in Italia. Mi piacerebbe pure tornare, però deve esserci qualcosa che mi convinca. Io in questo momento vivo in un posto meraviglioso, con un clima e una vita incredibile".

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