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Mondiali di calcio 2026

“Ora voglio una statua a Curacao”: Eloy Room già accampa pretese dopo lo storico record ai Mondiali

Il portiere di Curacao è diventato l’eroe nazionale dopo aver fatto il record storico di parate ai Mondiali nell’altrettanto storico pareggio per 0-0 con l’Ecuador. “E adesso voglio una statua a Curacao”, ha detto dopo la partita.
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Eloy Room ci scherza su, dopo aver ricevuto il premio di migliore in campo del match del secondo turno dei Mondiali tra Ecuador e Curacao, conclusosi con un sorprendente pareggio per 0-0: "Sì, penso che mi merito una statua a Curacao!". Del resto, se le statue le meritano personaggi storici, allora anche il 37enne portiere che gioca nel Miami FC, nella USL Championship (ovvero la lega professionistica di secondo livello negli Stati Uniti), può accampare la pretesa, visto che nella partita di stanotte ha fatto segnare il record all-time come portiere con più parate, ben 15, in una gara della fase finale dei Mondiali. Il record in questione si riferisce ai 90 minuti, visto che l'americano Tim Howard ne fece 16 nel 2014, ma con i tempi supplementari inclusi.

Eloy Room e Curacao fanno la storia ai Mondiali di calcio

"Sono un po’ seccato di non aver battuto il record di Tim Howard – prosegue sempre col sorriso Room- Probabilmente stava sudando a casa guardando la partita. È stata quasi la partita perfetta, e l'abbiamo fatto tutti insieme come squadra. Io faccio le parate, ma abbiamo lottato come squadra. Anche i giocatori subentrati".

La partita ha visto l'Ecuador avere un dominio schiacciante sotto tutte le voci statistiche, dal possesso palla (addirittura 75% contro 25%), ai 27 tiri, ai 9 calci d'angolo a zero, agli expected goal di 2,84. Quasi tre gol avrebbe ‘dovuto' mettere a segno la squadra del contestatissimo Sebastian Beccacece, di cui già ora tutti in Ecuador chiedono la testa pur essendo ancora in corsa per il superamento dei gironi (ma deve affrontare la Germania nell'ultima partita).

Chi è Eloy Room, la carriera del 37enne portiere diventato recordman nella storia dei Mondiali

Di mezzo si è messo Eloy Room: nato in Olanda da padre curacaoense, ha scelto di rappresentare l'isola caraibica dal 2015, diventando il simbolo della nazionale più piccola di sempre ai Mondiali. Dopo una lunga carriera in Eredivisie (ha vinto il campionato con il PSV, non da titolare, e la coppa nazionale col Vitesse) e le esperienze in MLS con il Columbus Crew e in Belgio col Cercle Bruges, ha spuntato un contratto a 37 anni nella seconda divisione statunitense.

I reali d'Olanda nello spogliatoio di Curacao dopo la partita per complimentarsi con la squadra

La sua prestazione mostruosa contro l'Ecuador è valsa non solo lo storico primo punto di Cucarao ai Mondiali, ma anche la visita in spogliatoio per complimentarsi dei reali d'Olanda, Re Guglielmo Alessandro e la Regina Maxima (insieme alla principessa Ariane, una delle tre figlie della coppia).

I due infatti sono anche i sovrani della piccola isola caraibica, sebbene sia governata da un parlamento eletto con un primo ministro. Curacao fa tuttora parte del Regno dei Paesi Bassi (insieme ad Aruba e Sint Maarten). Non è più una colonia, ma un Paese costituente autonomo all'interno del Regno. Il Re è il capo di Stato di tutto il Regno, quindi rappresenta anche Curacao. Dove nella notte è esplosa la festa incontenibile.

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