Josè Mourinho riparte da Londra, laddove ha trovato i successi migliori in carriera nel suo percorso in Premier League. Il salto, però, è epocale: dal Chelsea al Tottenham due club con una profonda rivalità calcistica, che adesso avranno un filo conduttore in comune, lo Special One in panchina. Per Il portoghese è una nuova avventura ricca di fascino ma anche di rischi. Prima della pausa forzata da 18 mesi senza una panchina, l'ultima permanenza  – a Manchester, sponda United – non è stata per nulla esaltante.

Oggi, Mourinho nel giro di poche ore, si è già preso la scena: parole al miele per tutti, dall'ex collega sulla panchina Spurs, Mauricio Pochettino, ai suoi giocatori in rosa, ai tifosi e alla dirigenza. Tutto bellissimo, perfetto e – a detta dello Special One – già sufficiente per cambiare e invertire la rotta da qui a fine stagione, risollevando le sorti del Tottenham.

Il ringraziamento a Pochettino

Il buffetto a Pochettino arriva quasi subito. Se qualche mese fa, in momenti non sospetti – a commento della finale di Champions League  persa dal Tottenham contro il Liverpool – Mourinho non era stato tenero con il collega, adesso le parole sono solo di ringraziamento e gratitudine: "Devo congratularmi con lui per il lavoro che ha svolto. Questo club sarà sempre la sua casa".  Dopotutto Pochettino ha aperto un ciclo importante, anche se non vincente, portando la squadra ad altissimi livelli. Il compito di Mou è di ottimizzare il tutto con dei trofei.

L'emozione di guidare il Tottenham

Poi, l'elogio alla società, al lavoro fatto dalla scorsa estate ad oggi, con una rosa completa, di qualità che aiuterà lo Special One nel compito. Un club ‘perfetto' da cui ripartire e tornare a vincere: "Sono convinto che la mia scelta sia stata fantastica. Su una scala da uno a dieci direi: dieci perché sono in un grande club. So di avere potenzialmente un ottimo lavoro nelle mie mani. Penso che i giocatori lo abbiano sentito in questi due giorni. Sono pronto e sono qui per supportarli".

Nessun acquisto, una rosa adeguata

A proposito della rosa, contrariamente a quanto era trapelato all'inizio – con Mourinho che avrebbe preteso un nuovo mercato a gennaio votato ad una piccola rivoluzione tecnica con nuovi acquisti – ufficialmente lo Special One non appare avere motivi per cui lamentarsi: "Il miglior regalo che oggi posso dire di avere, sono i giocatori che sono qui. Non ho bisogno di nuovi giocatori. Devo solo conoscerli meglio"