Tijjani Reijnders: “In Arabia perché non voglio più lavorare. Ora sistemo la famiglia per generazioni”

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L’ex Milan Tijjani Reijnders parla apertamente del peso avuto dal denaro nella scelta di lasciare il Manchester City per l’Al Qadsiah: “Dopo la carriera non voglio più lavorare. Ora posso aiutare le prossime generazioni della mia famiglia”.

Poco più di un mese fa Tijjani Reijnders spiegava il trasferimento all'Al Qadsiah parlando dell'ambizione di un club intenzionato a diventare il più grande d'Asia. Adesso l'ex centrocampista del Milan aggiunge una motivazione molto più concreta alla scelta di lasciare il Manchester City per l'Arabia Saudita: i soldi.

Il 28enne olandese non cerca formule particolarmente elaborate. "Certo che il denaro ha avuto un ruolo", ha ammesso parlando ai microfoni dell'emittente SBS6 della decisione presa durante l'estate. Poi va ancora oltre: "Dopo la mia carriera non voglio più lavorare. Non avrei dovuto farlo nemmeno dopo il City, ma ora posso aiutare anche le prossime generazioni della mia famiglia" ha infatti proseguito motivando la scelta di andare a giocare nel campionato saudita.

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Reijnders parla dei soldi guadagnati in Arabia: "Se i miei nipoti possono viverci, perché non dovrei?"

Reijnders non prova nemmeno a nascondere una circostanza evidente: lo stesso calciato riconosce infattu che era già abbastanza ricco da non avere problemi economici una volta smesso di giocare. Il passaggio all'Al Qadsiah gli permette però, secondo il suo ragionamento, di estendere quella sicurezza economica molto più avanti nel tempo.

Sempre nella stessa intervista aggiunge infatti: "Non devo mentire su questo. Penso che la maggior parte delle persone lo avesse già immaginato". Poi utilizza direttamente i nipoti per spiegare la dimensione della scelta: "Se i miei nipoti possono viverci, perché non dovrei farlo?".

Il cambio di tono rispetto alla presentazione di agosto è netto. Allora il classe '98 aveva messo davanti soprattutto il progetto sportivo dell'Al Qadsiah e l'ambizione di diventare il club più importante d'Asia. Ora ha aggiunto il fattore economico e lo ha portato fino alle conseguenze più concrete, parlando della propria vita dopo il calcio e perfino dei nipoti. Le due motivazioni possono convivere, ma la seconda chiarisce quanto abbia pesato il contratto saudita nella decisione finale.

Le cifre aiutano a capire meglio di cosa stia parlando. Il Manchester City ha ceduto Reijnders all'Al Qadsiah per circa 61 milioni di euro e la stampa olandese ha stimato per il giocatore guadagni complessivi superiori ai 100 milioni di euro durante la permanenza in Arabia Saudita.

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Perché Reijnders ha lasciato il Manchester City dopo un solo anno

Durante l'intervista concessa dal ritiro dell'Olanda per la Nations League, il 28enne ha ricostruito anche il lato sportivo della vicenda. Al Manchester City stava bene, ma veniva utilizzato raramente nella posizione che considera ideale e durante la preparazione aveva avuto la sensazione che la situazione sarebbe rimasta simile anche con l'arrivo di Maresca al posto di Pep Guardiola. Dopo un confronto con la dirigenza inglese ha quindi iniziato a valutare una partenza.

Nell'intervista a SBS6 ha raccontato che i colloqui con l'Al Qadsiah e con l'allenatore gli hanno poi dato buone sensazioni e che considera possibile, dopo alcuni anni in Arabia Saudita, anche un ritorno nel calcio europeo. Ha respinto così l'idea che trasferirsi nella Saudi Pro League a 28 anni equivalga necessariamente a chiudere la carriera ad alto livello.

La scelta saudita però era stata tutt'altro che immediata. Il padre Martin aveva raccontato che la famiglia aveva aspettato a lungo l'Atletico Madrid, mentre erano emersi interessamenti anche di Juventus, Newcastle, Nottingham Forest e Galatasaray. Il prezzo fissato dal Manchester City, intorno ai 60 milioni, aveva però ristretto drasticamente le alternative europee.

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La cronologia della trattativa aiuta così a leggere diversamente anche le parole pronunciate oggi: l'Arabia non era stata la prima destinazione cercata dal centrocampista olandese, ma è diventata quella capace di soddisfare contemporaneamente le richieste del City, le sue esigenze sportive e soprattutto quelle economiche.

Adesso Reijnders ha scelto di raccontare personalmente anche l'altra componente della decisione. E su quella non lascia molto spazio alle interpretazioni: il contratto saudita gli permette di pensare economicamente non soltanto alla propria vita dopo il calcio, ma anche a quella dei figli, dei nipoti e delle generazioni che verranno.

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