Dopo la sconfitta in casa nel derby di domenica scorsa col Foggia, intorno al Taranto si è creato un clima negativo e fortemente intimidatorio. A conferma di quanto sia salita a livelli di guardia la tensione tra il club e la tifoseria, è arrivata la macabra scoperta di poche ore fa. Nei pressi di un locale situato sul lungomare di Taranto, è stata infatti rinvenuta una busta con una testa mozzata e sanguinante di un agnello, e una scritta offensiva per il direttore sportivo del club pugliese: "DS sporco barese".

Il precedente avvertimento contro l'ex direttore generale

Il bersaglio dell'autore del folle gesto è infatti Vincenzo De Santis, dirigente del Taranto e originario di Bitonto in provincia di Bari, finito in mezzo alla contestazione di domenica scorsa insieme al presidente Massimo Giove. A poche ore dal macabro ritrovamento, l'associazione sportiva Aps Taras 706 A.C. ha così voluto esprimere la sua solidarietà nei confronti di De Santis "oggetto di una vile e vergognosa minaccia. Un altro, folle avvertimento a due mesi dal primo episodio contro l'ex dg Gino Montella (un manichino appeso vicino allo stadio con una corda al collo, ndr). È il momento di dire basta. Tutte le componenti del calcio tarantino si adoperino per evitare derive violente, che continuano a turbare l'ambiente e a rovinare l'immagine della città".

Il direttore sportivo Vincenzo De Santis
in foto: Il direttore sportivo Vincenzo De Santis

La risposta della società pugliese

La minaccia al direttore sportivo De Santis ha messo ovviamente in moto anche la Digos, che è già al lavoro per risalire agli autori del gesto, e generato la risposta della dirigenza del Taranto che ha ovviamente denunciato l'accaduto e parlato di "gesto che non passerà inosservato". In mezzo ad un clima non proprio tranquillo, la squadra è intanto tornata subito ad allenarsi dopo la sconfitta nel derby con il Foggia. A margine del ko con i rossoneri, il club aveva infatti deciso di eliminare il consueto giorno di riposo.