Prosto w Szczene è il programma che Wojciech Szczesny, da qualche tempo, porta avanti sulla tv polacca e su Youtube, in collaborazione con il giornalista Lukasz Wisniowski. L'ultimo ospite del portiere è stato Matthijs de Ligt, compagno di squadra alla Juventus. La lunga chiacchierata, di oltre 20 minuti, è stata registrata prima del lockdown dell'Italia ma condivisa soltanto ieri.

Diversi i passaggi interessanti. Il giovane difensore olandese ha parlato del suo impatto con l'Italia e dei primi tempi nella Juve, così come dei falli di mano che hanno caratterizzato i suoi primi mesi in Serie A. Una sequenza quasi bizzarra di tocchi con il braccio, a volte graziati, a volte puniti con il rigore, che sistematicamente sono stati vivisezionati alla moviola, tra polemiche e differenti interpretazioni del regolamento.

Sul tema, più che lo stesso de Ligt, è stato Szczesny a sfogarsi. Il portiere ha raccontato al pubblico polacco la sua visione del dibattito arbitrale in Italia, costantemente focalizzato sulla Juventus alla ricerca dell'episodio controverso.

"Ne abbiamo parlato con Matthijs. Non lo dice nessuno, ma c'è stato un incontro tra gli arbitri italiani in cui hanno detto che quelli contro Lecce e Torino non erano rigori. Ma tra i media non ne parla nessuno, amano parlare di queste cose solo quando ci sarebbe dovuto essere un rigore contro la Juventus. Quando l'arbitro sbaglia ai danni della Juve nessuno ne parla più".

Tra tutti i tocchi di mano di de Ligt in area di rigore, per Szczesny solo uno era punibile con il rigore (correttamente assegnato dall'arbitro in quella circostanza). In ogni caso, la particolare tendenza del difensore olandese gli è già valsa un nuovo soprannome da parte del compagno di squadra.

"Sei stato sfortunato con i tocchi di mano, credo che solo contro l’Inter ci fosse rigore. Il resto è sfortuna. Ora sei mano di Dio, come Maradona".