Svelato il discorso nello spogliatoio dell’Argentina per la finale di Qatar 2022: “Il peggiore della storia”

Dibu Martinez è stato sicuramente il grande protagonisti dei Mondiali 2022 in Qatar vinti dall'Argentina di Lionel Messi. Un successo atteso da tempo che ha visto proprio il portiere distinguersi con la parata del secolo in finale contro la Francia dopo il tiro a botta sicura di Kolo Muani. Un eroe nazionale che sarà protagonista ancora anche nell'edizione 2026 del torneo internazionale che vedrà all'opera quasi tutti i protagonisti del successo di 4 anni fa.
E a tal proposito è lo stesso Martinez – oggi nel mirino della Juventus che sta sondando la sua disponibilità per ingaggiarlo in porta dal prossimo anno – nel corso di un'intervista a rivelare insieme a Messi, De Paul e Samuel un racconto molto umano e divertente della tensione emotiva prima della finale con la Francia. Il CT Scaloni si era commosso durante il discorso prima della partita, e nessuno riusciva a prendere il suo posto e parlare bene, ma il gruppo capisce lo stesso il messaggio. Un bel dietro le quinte della Selección campione del mondo: "Penso che sia stato il peggior discorso motivazionale di squadra".
Era la vigilia della finale dei Mondiali 2022. La Seleccion argentina era riunita nella sala tecnica. Scaloni era in piedi di fronte a loro, con venti sedie disposte davanti a sé. I giocatori lo guardavano in silenzio. L’allenatore cominciò a parlare di tattica con voce ferma: la formazione, i compiti di ognuno. "Fideo (in riferimento a Di Maria ndr), tu da sinistra farai un inferno, la partita si decide lì. Affrontalo, sparagli addosso, ammazzalo di dribbling". Dibu racconta come il CT avesse parlato per un paio di minuti, poi all’improvviso si fermò. Fece partire un video motivazionale e, mentre le immagini scorrevano, gli occhi gli si riempirono di lacrime. Scaloni provò a continuare, ma la voce gli si spezzò. "Voglio dirvi…". Non riuscì ad andare avanti. Piangeva e basta.
A Pablo Aimar, accanto a lui, disse: "Parla tu". Ma anche Aimar scosse la testa: "Io neanche". Messi, seduto tra i compagni, sorrideva divertito e ha detto la sua, incitandoli in modo divertito: "Pablo, parla tu dai". Ma nessuno riusciva a prendere la parola. Dal fondo della sala, Dibu Martinez spiega di essersi girato Walter Samuel e gli sussurrò: "Walter, parli tu?". Samuel spiega di aver alzato le spalle con un mezzo sorriso dicendo: "Uguale…". Alla fine toccò a Matías Manna, Match Analyst della Nazionale argentina.

Il portiere spiega come Manna si fosse alzato, visibilmente più nervoso di Scaloni stesso, e provò a dire qualcosa: "Vogliamo solo… essere tutti orgogliosi…". Ma non andò per niente bene ricorda De Paul: "Fu un disastro. Parole stentate, voce tremante. Durò pochissimo. Quando finì, nella sala calò un silenzio quasi comico". Dibu Martínez, ripensandoci oggi, ride: "Credo sia stata la peggior discorso motivazionale della storia del calcio". Eppure, proprio in quel caos emotivo, in quelle lacrime trattenute e in quelle parole che non uscivano, il gruppo capì tutto. Non servivano discorsi perfetti né strategie complicate. Bastava guardarsi negli occhi per sentire il messaggio: erano pronti. Erano una cosa sola.