Due tiri dal dischetto in un finale scandito dalle ingenuità clamorose commesse dai difensori. L'ultima è di Manolas che, a tempo scaduto, in corresponsabilità con Bakayoko, "regala" al Sassuolo il penalty del 3-3. Un pareggio che va anche stretto ai padroni di casa, che evitano così la beffa per una sconfitta che sarebbe stata troppo penalizzante rispetto a quanto si è visto in campo nel corso del match. Fragile in difesa. Aggrappato al guizzo di Insigne o Zielinski. Graziato dai pali (ben 2) centrati dai padroni di casa con Berardi e Caputo. Ma col merito di non aver mai mollato anche quando tutto sembrava compromesso il Napoli trova un risultato insperato e che sa di beffa al tempo stesso.

Non è tutto oro quel che luccica perché conferma tutto il peggio di sé, sopperendo a errori incredibili con il cuore e con l'orgoglio. È il capitano a fare la differenza, peccato non basti. Il pareggio rende ancora la possibile scalata alla zona Champions e questo è ciò che più conta. Con il trend di rendimento e dei risultati dei partenopei non è più difficile ipotizzare una risalita verso la quarta posizione. Incredibile, però, come sia facile far gol alla formazione di Gattuso.

Anzi, se i neroverdi ci avessero creduto un po' di più avrebbero chiuso il match con largo anticipo. La fortuna non li ha aiutati. È bastato tenere la pressione alta e sfruttare la solita svagatezza di un avversario che prima paga dazio per l'autorete di Maksimovic su tiro di Berardi poi incassa il raddoppio per un calcio di rigore concesso a causa di un fallo di Hysaj su Caputo. Nessun dubbio da parte del direttore di gara che, appostato a pochi passi e con la visuale scoperta, fischia il penalty. Uno-due, avviene tutto nel giro di pochi minuti. In mezzo c'è il pareggio di Zielinski: apprezzabile la preparazione, bello il tiro a giro del polacco. Un lampo nel buio. Il secondo dopo la rete del capitano azzurro, anche lui autore di un'esecuzione pregevole ma vanificata dalla posizione di fuorigioco.

Confusione è la parola che meglio descrive il modo in cui nella ripresa il Napoli prova a tenere a testa all'iniziativa del Sassuolo. Le statistiche confermano il predominio dei padroni di casa in fase di possesso palla (circa il 60%), fattore che sfruttano innescando la velocità di Berardi e la capacità di Caputo di essere un pericolo costante per la il reparto arretrato dei campani. La squadra di De Zerbi accelera e affonda ma sbatte sui legni. È il momento peggiore per il Napoli che resta in apnea ma riesce a mettere la testa fuori dall'acqua ancora una volta grazie a Insigne, unico a dare un senso alle azioni offensive: suo l'assist per Di Lorenzo che sigla il pareggio. Una boccata d'ossigeno dopo aver imprecato per il colpo di testa di Maksimovic fallito a pochi passi dalla porta (Mertens gli calibra un passaggio perfetto).

Il Sassuolo sbanda e rischia addirittura la terza rete su giocata du Fabian Ruiz: ci pensa Consigli a smanacciare il tiro dello spagnolo. Gattuso inserisce forze fresche (Bakayoko, Ghoulam e Lobotka) per gli ultimi dieci minuti del match. Prova a gestire l'incontro e quelle sbavature che pure fanno capolino sulla prestazione degli avversari. Può succedere di tutto e il Napoli trova la rete del momentaneo vantaggio con Insigne. Suo il penalty trasformato al 90° per un fallo ingenuo commesso su Di Lorenzo. Poi Manolas, subentrato nel finale, la combina grossa: calcio di rigore di Caputo, finisce 3-3.