Perdere va bene, ma non la faccia. Così Claudio Ranieri nel dopo partita amaro di Sampdoria-Napoli ha voluto chiedere scusa per quanto accaduto sugli spalti prima che in campo. I soliti cori beceri e razzisti contro il Napoli e la sua gente che sono piovuti dalle tribune di Marassi e che hanno fatto vergognare il tecnico blucerchiato più dei quattro gol subiti in 90 minuti.

"Mi sono sentito in imbarazzo, ho molti amici napoletani e sono legato alla città. Spero che i tifosi blucerchiati per la rabbia e la frustrazione si siano sfogati con l'arbitro e non fossero rivolti agli avversari. Mi dispiace moltissimo e chiedo scusa a chi si  sia sentito offeso".

L'approccio sbagliato

Una lezione di stile ed educazione, anche nel momento più difficile, quando esci dal campo di casa umiliato 4-2: Claudio Ranieri ha voluto dedicare un pensiero a ciò che è è accaduto sulle tribune, mettendo da parte una prova incolore e autolesionista dei suoi giocatori. Una gara che ha riportato la Sampdoria nelle paludi del fondo classifica, dove stava faticosamente rialzando la testa.

 Sicuramente non entriamo in campo con il piglio giusto. Se sbagli l’approccio, vuol dire che si è preparata male la partita. Noi eravamo in campo, ma abbiamo sofferto il loro giro palla.

Gli infortuni e la fiducia nella salvezza

Una gara compromessa anche da scelte poi rivelatesi errate. Ranieri non si nasconde e oltre all'approccio sbagliato punta il dito su se stesso e le decisioni tattiche obbligate dagli eventi: "Ancora una volta devo fare cambi per infortuni. Non riesco mai a fare scelte tecniche personali: abbiamo provato a rimediare con il cambio modulo ma ci ha condizionati. Loro bravi, ma abbiamo commesso troppi errori e alla fine li paghi. Fiducia? Io continuo a crederci, dobbiamo farlo provo a uscire da questa sconfitta con uno spirito positivo."