“Promisi a mio fratello in punto di morte di portare la Salernitana in Serie A”: è stato di parola

Nella Salernitana che torna in Serie A dopo 22 anni c'è una storia che tocca il cuore più di altre, una storia dove calcio e vita sono trame della stessa stoffa. I granata hanno festeggiato martedì una promozione di cui ad inizio stagione li accreditavano davvero in pochi, grazie alla vittoria in casa del Pescara. Una promozione diretta, senza neanche dover passare dai playoff, frutto del secondo posto finale in campionato dietro l'Empoli.
Se il timoniere che ha tenuto la barra dritta tutto l'anno è il tecnico Fabrizio Castori, il deus ex machina della meravigliosa cavalcata dei granata è il Direttore Sportivo Angelo Fabiani, ovvero colui che ha allestito la rosa che ha stupito tifosi e addetti ai lavori. La dedica del dirigente dopo la conquista della Serie A è commovente e svela la motivazione fortissima che ha messo dentro il suo lavoro alla guida dell'area tecnica del Cavalluccio.
"Il successo è dedicato a mio fratello che 4 anni fa è scomparso. Gli promisi, in punto di morte, di portare la Salernitana in serie A, lui che era un grande tifoso della Salernitana", dice Fabiani a ‘RaiSport'. Promessa mantenuta dal dirigente tornato a Salerno nel 2014, dopo esservi già stato una prima volta nella stagione 2007/08.
Quanto al futuro, Fabiani getta più di un dubbio sul suo proseguimento come Ds della Salernitana in Serie A: "La mia permanenza? Per certi aspetti il ciclo ci sarebbe chiuso, dalla C alla Serie A, ma vediamo". C'è prima di tutto da vedere quali saranno i nuovi proprietari del club campano, visto che Claudio Lotito sarà costretto a cederlo a causa delle normative federali. A quel punto Fabiani valuterà il da farsi.