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Processo Prisma, Agnelli e gli ex dirigenti della Juventus hanno chiesto il patteggiamento

L’istanza è stata presentata nell’udienza di questa mattina, a ottobre si conoscerà la decisione del gup. Per l’ex Maurizio Arrivabene, invece, è stato chiesto il non luogo a procedere.
A cura di Maurizio De Santis
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La richiesta di patteggiamento dell'ex presidente, Andrea Agnelli, e degli ex dirigenti, Fabio Paratici e Pavel Nedved, è sul tavolo del gup della Procura di Roma, Anna Maria Gavoni, che entro fine settembre/ottobre dovrà decidere se accettare o meno la proposta fatta dagli imputati per non finire a processo sul caso delle presunte plusvalenze e delle manovre stipendi. È il filone che rientra nel dossier Prisma sui conti della società: iniziato a Torino, provocando un terremoto ai vertici della società bianconera oltre agli scossoni a livello sportivo, l'intero incartamento è poi passato agli inquirenti di Roma per competenza territoriale.

L'istanza avanzata dai legali nell'udienza odierna

Nell’udienza di questa mattina gli avvocati del collegio difensivo hanno avanzato l'istanza che, se accolta, metterebbe la parola fine alla vicenda anche sotto il profilo della giustizia ordinaria: per Andrea Agnelli è stato chiesto 1 anno e 9 mesi (con pena sospesa), mentre per Pavel Nedved (all'epoca dei fatti vicepresidente) 1 anno e 2 mesi. Un 1 anno e 6 mesi, invece, sono stat chiesti per l'ex tessitore delle strategie di mercato, Fabio Paratici, così come per Cesare Gabasio (la figura che era emersa nel corso delle intercettazioni). Un anno per il Chief Financial Officer bianconero, Stefano Cerrato. Per Maurizio Arrivabene, invece, è stato perorato il non luogo a procedere.

Quali sono le accuse contestate dagli inquirenti

Le accuse, a vario titolo, contestate nell'inchiesta sono: aggiotaggio, ostacolo alla vigilanza e false fatturazioni, dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti. Tutto ruota, secondo la ricostruzione dei fatti effettuata dalla Procura, intorno al piano delle plusvalenze fittizie e delle manovre sugli stipendi dei calciatori: una strategia adottata durante la pandemia da Covid per colmare l'emorragia a bilancio dovuta a mancati incassi e introiti sottostimati rispetto alle attese. Circa duecento fra azionisti, oltre a Consob e associazioni consumatori, rientrano nel novero delle parti civili iscritte nel procedimento.

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