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Processo Maradona: “È morto dopo almeno 12 ore di agonia”. Gli imputati rischiano 25 anni di carcere

Le nuove testimonianze al processo sulla morte di Diego Maradona riaprono ferite profonde e accusano il sistema sanitario che avrebbe dovuto assisterlo. Sette imputati rischiano fino a 25 anni di carcere per presunte negligenze fatali.
A cura di Vito Lamorte
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Il dolore attorno alla morte di Diego Maradona torna a riemergere con forza ogni volta che il caso approda in tribunale. In Argentina è infatti ripreso il processo legato alla scomparsa dell’ex campione, dopo che il precedente procedimento era stato annullato a causa della ricusazione di uno dei giudici, coinvolto indirettamente nella realizzazione di alcuni documentari sul caso.

Sul banco degli imputati siedono sette professionisti sanitari, accusati di omicidio con dolo eventuale per presunte negligenze che avrebbero contribuito alla morte dell’ex numero 10 nel novembre 2020.

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Durante le ultime udienze hanno fatto particolarmente discutere le dichiarazioni del medico legale Carlos Casinelli, che esaminò il corpo di Maradona nella stanza dove si trovava ricoverato e prese parte anche all’autopsia. Secondo la sua testimonianza, l’ex calciatore avrebbe vissuto una lunga fase di sofferenza prima del decesso, probabilmente durata circa dodici ore.

Maradona, il medico legale: “Dodici ore di agonia prima di morire”

Il medico ha descritto un quadro clinico estremamente grave: edema cerebrale, coaguli nel cuore, liquido nei polmoni, edema generalizzato e segni evidenti di carenza di ossigeno nelle cellule. Elementi che, a suo giudizio, indicherebbero “un’agonia prolungata, non improvvisa. Quanto è durata l’agonia? Non saprei dirlo con precisione. All’epoca, abbiamo stimato circa 12 ore di agonia”.

Anche un altro specialista coinvolto negli accertamenti, il dottor Federico Corasaniti, aveva già parlato in aula di segnali compatibili con una lunga sofferenza nelle ore precedenti alla morte.

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La questione della durata dell’agonia è considerata uno dei punti chiave del processo, perché direttamente collegata all’assistenza ricevuta da Maradona nella residenza privata dove stava trascorrendo la convalescenza dopo un intervento neurochirurgico per un ematoma subdurale. L’ex fuoriclasse morì a causa di una crisi cardiorespiratoria associata a edema polmonare.

Processo Maradona: gli imputati rischiano 25 anni di carcere

Le difese di alcuni imputati contestano però questa ricostruzione, sostenendo che le condizioni fisiche dell’ex campione — aggravate da problemi di salute, dipendenze ed eccessi accumulati negli anni — sarebbero incompatibili con l’ipotesi di una lunga agonia.

Per i sette imputati il rischio è molto alto: in caso di condanna potrebbero arrivare pene fino a 25 anni di carcere. La conclusione del processo è attesa nelle prossime settimane, probabilmente entro luglio.

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