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Piqué è un genio: incassa milioni con la Kings League mentre paga i calciatori 70 euro a partita

Gerard Piquè ha realizzato un colpaccio con la sua Kings League: un fenomeno di massa con cui ha incassato milioni di euro a fronte di spese davvero basse.
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A cura di Paolo Fiorenza
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Un successo clamoroso, non c'è altro modo di definire la Kings League creata dal nulla pochi mesi fa da Gerard Piqué assieme all'amico streamer Ibai Llanos e diventata un fenomeno di culto sui social, con milioni di spettatori a seguirne le trasmissioni in streaming (la Final Four di domenica scorsa ha avuto oltre 15 milioni di visualizzazioni solo su Twitch, con punte di 2 milioni di spettatori collegati durante la diretta).

Descriverla come una semplice competizione di calcio a 7 è riduttivo, visto che si tratta di intrattenimento all'ennesima potenza, sia per le regole sui generis che sono state anche cambiate in corsa all'insegna dello spettacolo massimo, sia per il coinvolgimento in qualità di presidenti delle 12 squadre di personaggi molto famosi, come il tiktoker spagnolo Adri Contreras – che ha vinto il torneo con il suo team El Barrio – ma anche come il Kun Aguero e Iker Casillas, o ancora Neymar già annunciato nella prossima edizione.

Un successo di pubblico e di hype, ma anche economico, con la società di produzione di Piqué (la Kosmos) che ha fatturato pesantemente: basti pensare che solo l'evento finale nel Camp Nou gremito da oltre 92mila persone è fruttato più di 3 milioni in un solo giorno. Al prezzo dei biglietti, che oscillava tra i 10 e i 60 euro, vanno infatti aggiunti i ricavi di un merchandising ampio e variegato, dalla giacca della Kings League (125 euro) a felpe (70), t-shirt (30), sciarpe (23) e cappelli (20). E poi ancora cibarie e bevande vendute sugli spalti: popcorn a 5 euro, menù bimbi a 7, bibita a 4, confezione bibita e sandwich a 10. Una torta gigantesca che l'ex nazionale spagnolo si è spartito con gli altri presidenti e di cui ha beneficiato anche il Barcellona, ​​​​che ha firmato un accordo per partecipare a vendite e sponsorizzazioni.

Ovviamente ci sono anche le spese sostenute per mettere su un baraccone di tali proporzioni enormi, ma se si guarda a quanto sono stati pagati i calciatori la cifra appare davvero ridicola in rapporto agli incassi. La Kosmos versa a ognuno dei giocatori delle 12 squadre della Kings League appena 70 euro a partita, del resto parliamo di calciatori di livello per lo più amatoriale che hanno superato una selezione durissima per prendere alla competizione. Si sono candidati in 13mila, sono stati selezionati in 170 e di questi sono stati scelti al draft in 120 (10 per ogni squadra partecipante, cui si sono aggiunti i presidenti).

Anche la guest star Ronaldinho si è messo in tasca i suoi 70 euro, ma ovviamente per lui c'è stato anche un compenso extra di 15mila euro (neanche tanto, a ben vedere) per la sua partecipazione che ha ulteriormente gasato i tifosi della Kings League. Alla fine le spese principali sono state affrontate per la produzione vera e propria degli eventi da trasmettere in streaming, con più di 100 persone impiegate, 13 telecamere ed anche il VAR. Il tutto si è tradotto in un incasso mostruoso per Piqué che – bontà sua – nella notte di domenica, dopo la conclusione trionfale della Final Four, ha promesso ai calciatori di aumentare la loro paga in futuro. In effetti non è che si rovini cacciando qualche euro in più rispetto ai 70 di quest'anno…

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