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Perché Zhang non era a Milano per la festa Scudetto dell’Inter e non si vede in Italia da un anno

L’assenza del presidente in occasione del derby della seconda stella non poteva passare inosservata. In realtà non è una novità ma fa molto rumore ugualmente. C’è una data cerchiata in rosso che lo preoccupa.
A cura di Maurizio De Santis
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Simpatico il siparietto social di Steven Zhang con i calciatori dell'Inter che, in particolare quelli presi a costo zero, gli chiedevano (tra il serio e il faceto) un obolo in più di riconoscimento per la conquista dello scudetto.

"Ho sbagliato a collegarmi e a rispondervi", è stata la replica del presidente che può essere contento e complimentarsi in video-chiamata solo da Nanchino, a quasi 9 mila chilometri di distanza da Milano. Il potere multimediale delle piattaforme annulla la distanza geografica ma non spazza l'unica domanda che ronza in testa a tutti, che siano tifosi nerazzurri oppure no: perché il massimo dirigente non è in Italia, accanto alla squadra?

La sua assenza non poteva passare inosservata. In realtà non è una novità ma fa molto rumore ugualmente. È da circa un anno che ha fatto ritorno in Cina, alimentando il brusio intorno alla sua figura imprenditoriale, alla carica di presidente e con essa anche al futuro della società. Tutte ‘chiacchiere' legate ai gravi problemi finanziari a cui deve fare fronte e che nemmeno il recente collegamento in video-conferenza per l'ultimo Consiglio d'Amministrazione dell'Inter ha fugato.

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Ironia della sorte, proprio nel giorno del trionfo, nemmeno lo stesso Zhang può garantire certezze lasciando in sospeso il dubbio che da fine maggio in poi la formazione campione d'Italia possa passare nelle mani del Fondo Oaktree per insolvenza del suo leader massimo (come accadde per il Milan che finì a Elliott per la morosità di Mr. Li).

A Shanghai, complice la tappa del Mondiale di F1 in Cina, il presidente ha messo la sordina al mormorio di fondo sulla possibile (inevitabile) cessione della società quale pegno di debiti non onorati. "Sono false", s'è affrettato a chiarire ma non è bastato a soffiare via i nuvoloni che s'addensano all'orizzonte.

Il 20 maggio è la data cerchiata in rosso sul calendario. Può essere esiziale perché è allora che scade il periodo concordato per restituire il prestito da 320 milioni di euro (interessi compresi) agli americani di Oaktree, sempre che non si arrivi a un rinnovo del credito oppure che Zhang non riesca a ottenere denaro liquido da accordi con altri finanziatori.

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Quali? Anche in questo caso non v'è sicurezza che tenga ma solo indiscrezioni che conducono ad altre soluzioni: a cominciare dal fondo statunitense Pimco (Pacific Investment Management Company). A garanzia della (possibile) somma versata ci sarebbero alcune condizioni quali compartecipazione al fatturato dell'Inter oppure acquisizione di quote del club. Nel ventaglio delle opzioni figurano anche un presunto fondo britannico e gli immancabili petrol-dollari di un misterioso membro della famiglia reale saudita.

Il fervore degli impegni economici è (forse) una parte della risposta alla domanda iniziale "perché Zhang non è in Italia?". Il lato b della vicenda comporta anche altro, sempre vincolato alla precarietà delle condizioni finanziarie: a marzo scorso la Corte d'Appello di Milano ha riconosciuto la sentenza di un Tribunale di Hong Kong per effetto della quale China Construction Bank Asia Corporation può aggredire eventuali beni italiani di proprietà del presidente a compensazione di un debito di 320 milioni di euro accumulatosi nel tempo.

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Il bilancio del 2024 dell'Inter chiuderà in passivo ma con una riduzione ulteriore del ‘rosso' rispetto al 2023 in virtù di un rapporto semestrale in attivo di 22 milioni, introiti in crescita e costi stabili. Una delle poche note liete per Zhang che prova a salvare se stesso (e, di riflesso, la proprietà della ‘sua' società) dalla tempesta economica che s'è abbattuta su di lui.

E cucirsi la seconda stella sulla maglia in una situazione del genere è davvero dura da spiegare, lasciando insoluto anche un altro quesito oltre al "perché il presidente non torna". Di chi sarà l'Inter a partire dal 20 maggio?

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