Paolo Maldini in stand-by, chi sarà il nuovo dt della FIGC di Malagò: “Ci può anche essere una sorpresa”

Paolo Maldini resta in stand-by e Giovanni Malagò non sembra intenzionato ad aspettare ancora a lungo. Il nuovo presidente della FIGC aveva indicato questa come la settimana decisiva per la nomina del direttore tecnico, il primo tassello dell'assetto che dovrà ricostruire la Nazionale dopo la mancata qualificazione ai Mondiali, la terza consecutiva, e dare nuova linfa al calcio italiano. Il sì dell'ex capitano del Milan, però, non è ancora arrivato.
"Sto lavorando molto, sono sul pezzo, ci può anche essere una sorpresa", ha spiegato il numero uno della Federcalcio, auspicando di poter chiudere la questione entro il fine settimana. Una dichiarazione che apre esplicitamente anche a soluzioni diverse rispetto a quella inseguita fin dall'inizio. "Magari si va più facilmente su altre situazioni", ha difatti aggiunto il presidente federale.

Maldini non ha ancora accettato: Albertini, Bergomi e Zola tra le alternative
La proposta presentata a Paolo Maldini riguarderebbe un incarico molto più ampio rispetto a quello di semplice supervisore della Nazionale maggiore. Malagò pensa infatti a una figura che possa unire la direzione tecnica alla presidenza del Club Italia, coordinando il CT, le selezioni giovanili e l'intera area tecnica federale. L'ex capitano del Milan vuole però comprendere fino in fondo poteri, autonomia e struttura del progetto prima di dare una risposta definitiva.
A complicare la trattativa ci sarebbe inoltre un impegno assunto in precedenza da Maldini, sulla base di una proposta ricevuta prima di quella della FIGC e che avrebbe già accettato almeno verbalmente. Prima di dare il via libera alla Federcalcio dovrebbe quindi liberarsi dall'accordo preso in parola, un ulteriore nodo che starebbe rallentando la risposta definitiva.

La FIGC, intanto, ha iniziato a valutare concretamente le alternative. Il nome che ha ripreso maggiormente quota è quello di Demetrio Albertini, già vicepresidente federale e profondo conoscitore della macchina di Coverciano. Restano spendibili anche Alessandro Costacurta, che ha già ricoperto incarichi ai vertici della Federazione, e Gianfranco Zola, profilo apprezzato soprattutto per il lavoro sulla valorizzazione dei giovani.
La possibile "sorpresa" evocata da Malagò potrebbe essere anche Beppe Bergomi. L'ex capitano dell'Inter e campione del mondo nel 1982 non possiede una lunga esperienza dirigenziale, ma garantirebbe autorevolezza, conoscenza del campo e un legame fortissimo con la maglia azzurra. Non è nemmeno da scartare una struttura con più figure, separando la presidenza del Club Italia dalla direzione tecnica operativa.
La scelta del nuovo CT dell'Italia resta invece subordinata a quella del DT. Il presidente della FIGC ha difatti ribadito di non avere ancora avviato colloqui ufficiali con gli allenatori perché vuole coinvolgere il nuovo responsabile tecnico nella decisione. I nomi principali per sedere sulla panchina azzurra restano quelli di Antonio Conte e Roberto Mancini (per entrambi si tratterebbe di un ritorno), con quest'ultimo che avrebbe recuperato terreno nelle ultime ore. Prima, però, Giovanni Malagò deve risolvere il caso Maldini: "Una volta superato questo primo argomento, vedo meno complicato il resto" ha infatti chiosato il neo-numero uno del calcio italiano.