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Giovanni Malagò: “Per il nuovo ct della Nazionale ci sono delle criticità, non potrà dire armatevi e partite”

Il nuovo presidente della FIGC Giovanni Malagò dopo l’elezione fa il punto sul successore di Baldini sulla panchina azzurra: “Prima verificheremo i bilanci, poi la scelta del commissario tecnico”.
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Giovanni Malagò è visibilmente emozionato nella sua prima conferenza stampa da presidente della FIGC. Subito dopo l'elezione a rappresentante massimo del calcio italiano, con il successo su Giancarlo l'ex numero uno del CONI ha risposto a quelle che sono le maggiori curiosità sul momento nel calcio italiano profondamente in crisi. Non potevano mancare anche le domande su colui che dovrà provare dal campo a risollevare le sorti di una squadra che sta assistendo ai Mondiali da spettatrice, ovvero il nuovo commissario tecnico della Nazionale.

Malagò e il nuovo ct della Nazionale italiana

Inutile negare quanto il nome di Roberto Mancini sia diventato quello più papabile per il dopo Baldini. Un ritorno quello del Mancio dopo le esperienze in Arabia Saudita, con tanto di primo e inaspettato divorzio con l'azzurro, e all'Al-Sadd. Non è il momento però di fare nomi da parte di Malagò che ha comunque voluto lanciare dei messaggi molto chiari al prossimo selezionatore. Prima sarà fondamentale tenere d'occhio i conti per non fare il passo più lungo della gamba: "Non ho parlato con nessuno. Ci cominciamo a mettere la testa. Facciamo un po' di ragionamenti. Bisognerà parlarne, vedere i bilanci perché ci sono delle criticità".

Il messaggio chiaro di Malagò in vista del nuovo corso azzurro

Quello che è certo è che il nuovo commissario tecnico dovrà sposare appieno la causa con eventuali oneri e soprattutto onori. Bisognerà dunque allinearsi e compattarsi: "Ho fatto un atto d'amore, di follia lucida, non ci pensavo e non è stata una mia idea ma sono stato coinvolto. L'allenatore a prescindere dal suo curriculum deve abbracciare il discorso in tutto e per tutto, non si può dire armatevi e partite".

Le priorità del nuovo presidente della FIGC

D'altronde l'intervento di Malagò è stato coerente nel tentativo di compattare tutto l'ambiente. Campo, stanze dei bottoni e politica: tre aspetti che devono essere uniti per il nuovo numero uno della FIGC: "Bisogna compattare la squadra, ripristinare un rapporto con un pezzo della politica. Con qualche persona di questo mondo bisogna ripristinare un discorso. Qualcuno sostiene che le riforme non si possono fare con la maggioranza, e questo è qualcosa sul quale occorrerebbe riflettere". In quest'ottica i passi da fare sono molto chiari, almeno sulla carta: "Per prima cosa si deve compattare la squadra che, si è visto, ha delle ‘discrete' personalità. Poi c'è il progetto tecnico. E infine dobbiamo riallacciare un rapporto con la politica, o meglio con una parte della politica". Sono queste le priorità annunciate da Giovanni Malagò nel corso della sua prima conferenza stampa da presidente della Figc.

Di certo bisognerà iniziare a cercare di lavorare per diventare più operativi, senza avere le mani bloccate. In questo scenario il sogno è quello di Euro 2032 da organizzare in casa e Malagò è ottimista: "Non succede in nessun altro settore che tu hai un mandato praticamente all'unanimità e di fatto non riesci a fare nulla delle cose che hai proposto nel tuo programma. Oggettivamente la situazione è completamente ingessata. Difenderò tutta la vita l'autonomia dello sport. Se non si cambia, qualcuno ci metterà in posizione di cambiare. Il ragionamento è molto semplice. Euro 2032? È una sfida nella sfida, ho parlato con Ceferin nei giorni scorsi, ho ricevuto già messaggi da Infantino. Michele Uva è il nostro responsabile organizzativo per la Uefa, dobbiamo individuare questi 5 stadi".

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