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Cosa farà Malagò come nuovo presidente FIGC, da Mancini CT alle riforme del calcio: il suo programma

Malagò è stato eletto presidente della FIGC e ora punta a ridisegnare il calcio italiano con un programma ambizioso che ha come obiettivo di rilanciare un movimento che da anni insegue le altre federazioni tra occasioni mancate, difficoltà organizzative e immobilismo.
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Eletto presidente della FIGC con il 68,58% dei voti, Giovanni Malagò è pronto a inaugurare una nuova fase per il calcio italiano. Il neo numero uno federale non intende azzerare il lavoro svolto negli ultimi anni dalla gestione Gravina, ma è convinto che siano necessari correttivi importanti per rilanciare la competitività del sistema e restituire prestigio internazionale al movimento azzurro.

Direttore tecnico, nuovo CT, rapporti con il Governo, infrastrutture, giovani e sostenibilità: questi sono i tanti temi del programma che il nuovo capo del ‘pallone tricolore' dovrà affrontare un passo alla volta.

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Malagò a lavoro sulla nuova FIGC: direttore tecnico, scelta del CT e dialogo con il Governo

Tra le prime questioni da affrontare c'è quella legata all'area tecnica della Federazione. Secondo Malagò, e secondo molti dei soggetti che hanno sostenuto la sua candidatura, negli ultimi anni è mancata una figura di raccordo tra la presidenza federale e il commissario tecnico della Nazionale.

Per questo motivo prende quota l'ipotesi di introdurre un direttore tecnico con competenze trasversali, chiamato a coordinare la programmazione sportiva e a contribuire alla scelta degli allenatori delle varie rappresentative. I nomi più accreditati per questo ruolo sono quelli di Paolo Maldini e Frederic Massara. Il primo rappresenta una figura di grande autorevolezza nel panorama calcistico italiano e internazionale, oltre a essere legato da un rapporto di stima con Malagò. Il secondo, appena conclusa la propria esperienza alla Roma, è considerato uno dei dirigenti più preparati della nuova generazione.

Una volta individuata questa figura, la Federazione potrà concentrarsi sulla nomina del nuovo commissario tecnico della Nazionale maggiore. Una scelta che non sarà immediata, perché Malagò vuole costruire una struttura solida prima di affidare la panchina azzurra al profilo ritenuto più adatto: il nome più accreditato, al momento, è quello di Roberto Mancini.

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Parallelamente alle questioni sportive, il nuovo presidente federale si prepara ad aprire un confronto con il Governo su alcuni temi ritenuti fondamentali per il futuro del calcio italiano. Tra le priorità figura il ritorno di uno strumento simile al Decreto Crescita, che possa agevolare l'arrivo di giocatori di alto livello dall'estero e aumentare la competitività dei club italiani sul mercato internazionale.

Altro tema centrale riguarda il divieto di pubblicità per il settore delle scommesse. Malagò punta a riaprire il dialogo istituzionale per valutare una revisione delle norme attuali e, soprattutto, per ottenere una quota dei ricavi generati dalle scommesse sul calcio da destinare direttamente al movimento calcistico. Risorse che potrebbero essere investite nello sviluppo delle infrastrutture, dei settori giovanili e dei programmi di formazione.

Ma il progetto del nuovo presidente va ben oltre le emergenze immediate. Nel programma presentato durante la campagna elettorale emerge una visione precisa del rapporto tra FIGC e Serie A. Malagò ritiene che la Federazione debba svolgere un ruolo di garanzia e coordinamento senza invadere l'autonomia della Lega di Serie A. L'obiettivo è costruire un sistema più equilibrato, nel quale la crescita del campionato traini l'intero movimento e, allo stesso tempo, il successo della Nazionale e delle altre componenti federali contribuisca ad aumentare il valore del prodotto calcio italiano.

La competitività della Serie A rappresenta uno dei pilastri del suo programma: per Malagò, il massimo campionato deve rafforzare la propria dimensione internazionale, attrarre investimenti e aumentare la propria capacità di generare ricavi, senza però perdere il collegamento con la crescita complessiva del sistema.

Grande attenzione viene dedicata ai giovani, perché secondo il nuovo presidente federale la valorizzazione dei talenti italiani non può dipendere esclusivamente da norme o obblighi regolamentari, ma deve essere il risultato di una filiera strutturata che coinvolga club professionistici, settori giovanili, scuole calcio e rappresentative nazionali. L'obiettivo è creare un percorso di crescita più efficace e sostenibile, capace di aumentare il numero di calciatori italiani pronti per il calcio di alto livello.

Tra i punti più significativi del programma c'è poi il tema delle infrastrutture. Malagò considera la questione degli stadi una priorità strategica e propone la creazione di un piano nazionale dedicato alla realizzazione e all'ammodernamento degli impianti sportivi e dei centri di allenamento. Strutture moderne, secondo il presidente federale, sono indispensabili per aumentare i ricavi dei club, migliorare l'esperienza dei tifosi e rendere il calcio italiano più competitivo rispetto alle principali realtà europee.

Non manca uno spazio importante dedicato al calcio femminile, che dovrà continuare il proprio percorso di crescita attraverso investimenti mirati e una maggiore integrazione all'interno del sistema federale. Allo stesso tempo, particolare attenzione sarà riservata alla sostenibilità economica delle società, tema sempre più centrale in un contesto caratterizzato da costi elevati e margini ridotti.

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Infine, Malagò intende intervenire anche sul tema degli agenti sportivi. L'idea è quella di promuovere regole più chiare e trasparenti attraverso l'istituzione di un tavolo permanente di confronto tra federazione, club e rappresentanti della categoria, con l'obiettivo di garantire maggiore equilibrio e tutela per tutte le parti coinvolte.

Malagò: "Da solo non posso fare niente, con voi potremmo fare tutto. Grazie a tutti"

"È veramente molto profondo, molto emozionante, proprio il senso di responsabilità. Da solo non posso fare niente, con voi potremmo fare tutto. Grazie a tutti". Queste le prime parole di Giovanni Malagò dopo la certificazione dell'elezione a nuovo capo del calcio italiano.

In poche parole: nuovo CT, rapporti con il Governo, infrastrutture, giovani e sostenibilità fanno parte dell'agenda del nuovo presidente, che è fitta e ambiziosa. La sfida di Giovanni Malagò sarà trasformare queste linee programmatiche in risultati concreti, con l'obiettivo di rilanciare il calcio italiano dopo anni segnati da occasioni mancate e da una crescente distanza rispetto alle grandi potenze europee.

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