Malagò cerca un nuovo CT ma la sua stessa carica di Presidente è a rischio: il nodo “tesseramento”

Non solo Maldini e Leonardo, lo tsunami che ha sconvolto la neo FIGC post crollo Mondiali e nata poco più di un mese fa con l'elezione del neo Presidente e sono un paio di settimane orsono con la prima bozza di organigramma, rischia di frantumarsi fino al suo vertice. Perché Giovanni Malagò, che in queste ore sta lavorando assiduamente a reinserire le tessere di un puzzle che fatica a prendere forma, è ancora sotto inchiesta della magistratura che sta verificando l'esistenza effettiva del primario requisito indispensabile per essere stato eletto: il tesseramento al momento della candidatura. Così non fosse persino il neo numero 1 del calcio nazionale rischia di decadere.
Un problema non da poco mentre si continua a lavorare per spazzare via gli ultimi cocci dell'iniziale disastroso avvio della nuova era federale: in poco più di un mese, l'elezione di Malagò è avvenuta lo scorso 22 giugno, è accaduto l'impensabile con l'attuale cortocircuito che ha portato alle dimissioni di Paolo Maldini e Leonardo che erano stati indicati quali saldi principi su cui porre le basi di una struttura federale. Che ad oggi è precipitata nel caos: l'impossibilità di Andrea Pirlo quale Commissario Tecnico per gli evidenti problemi creati dalla sua collaborazione con un noto provider di scommesse russo. Con l'obbligo di essersi rimessi alla ricerca di un nuovo CT, passo che lo stesso Malagò definì fondamentale e da "non sbagliare".
L'esposto dell'Avv. Miele nei confronti di Malagò: il rischio decadenza
Purtroppo, però le cose si potrebbero complicare ulteriormente perché sulla figura stessa di Malagò incombe l'ombra della magistratura che sta indagando su un esposto presentato durante la campagna elettorale perla nomina di presidente federale dall’avvocato Renato Miele che aveva provato a candidarsi ma senza trovare adeguato sostegno. Miele ha però sollevato un problema che è attualmente sotto analisi: non risulterebbe il tesseramento di Giovanni Malagò in FIGC secondo quanto richiede l'articolo 29 del regolamento, al momento della sua candidatura. Di fronte al dubbio la stessa Federcalcio aveva garantito la candidabilità di Malagò ma nei registri dell'anagrafe federale non comparirebbe alcun modulo S400 riferito all'attuale Presidente.
Cosa dice il regolamento FIGC e le regole NOIF per la candidatura: l'articolo 29
In gioco sono entrati due articoli fondamentali per la legittimità delle edizioni riguardanti un semplice dettaglio meramente formale o burocratico, ma che costituisce un vincolo assolutamente necessario non perfezionato a posteriori ma già valido alla data di presentazione della candidatura, secondo le regole del NOIF (art.29). Ecco la parte centrale dell'articolo 29 comma 1 dello Statuto FIGC (Requisiti di Candidabilità / Elettorato Passivo): "Possono essere eletti o nominati alle cariche previste dal presente Statuto e dalle norme da questo richiamate, se in regola con il tesseramento alla data di presentazione della candidatura".
Cos'è l'Anagrafe Federale e il Modulo S400: mancherebbe quello relativo a Malagò
L'Anagrafe Federale FIGC è il registro centralizzato in cui sono censiti ed elencati tutti gli organigrammi delle società affiliate, i dirigenti, i tecnici, i collaboratori ed i soggetti appartenenti ai vari ranghi della Federazione che si interfaccia col Registro CONI e con i sistemi di tesseramento internazionali. Il tesseramento può avvenire esclusivamente con la compilazione del Modulo S400, documento formale e unico attestato valido. L'assenza di tale modello negli archivi del sistema implica che non vi sia traccia documentale dell'avvenuta richiesta e approvazione, lasciando il soggetto privo della "qualifica di tesserato" .
Per questo motivo, la sola conferma della FIGC che attesterebbe la validità del tesseramento di Malagò non può bastare, serve la prova provata della sua eleggibilità. Se venisse accertata l'incandidabilità di un eletto per difetto di un requisito essenziale previsto dallo Statuto si profilerebbe la decadenza dalla carica e la potenziale nullità di tutti gli atti adottati facendo ricadere la Federazione in un caos ancora più totale dell'attuale.