Altobelli: “Maldini, giusto dimettersi se non puoi scegliere. Andrei a casa di Baldini per convincerlo”

Nel momento più delicato della storia recente della Nazionale Italiana, Alessandro Altobelli sceglie la strada della chiarezza. Il campione del mondo del 1982 osserva con preoccupazione il caos che circonda la scelta del nuovo commissario tecnico, ma invita anche a non perdere la fiducia nel nuovo corso federale guidato da Giovanni Malagò. Per Spillo la soluzione ha un nome preciso: Silvio Baldini. Un tecnico che, a suo giudizio, ha dimostrato qualità umane e professionali superiori alla media.
Altobelli affronta a Fanpage.it quanto accaduto con le dimissioni di Paolo Maldini e Leonardo, il possibile ritorno di Roberto Mancini, le critiche rivolte ad Andrea Pirlo e il valore aggiunto che i campioni del Mondiale del 1982 potrebbero ancora offrire al calcio italiano. Il messaggio è netto: per ricostruire la Nazionale servono competenza, credibilità e uomini che conoscano davvero cosa significhi indossare la maglia azzurra.
Altobelli che idea si è fatto della situazione che sta vivendo la Nazionale e il nuovo corso della FIGC?
"La mia idea è che oggi abbiamo un presidente federale all'altezza (Malagò, ndr), perché conosce perfettamente questo ambiente. Per quanto riguarda il commissario tecnico, io farei di tutto, anzi andrei personalmente a casa di Silvio Baldini per convincerlo a guidare la Nazionale. Ha dimostrato di essere all'altezza sotto tutti i punti di vista".

Quindi per lei Baldini è la scelta migliore più di Conte, Mancini o Pirlo?
"Sì. In Italia abbiamo il vizio di bruciare troppo in fretta le persone: basta una situazione negativa e vengono messi da parte. Ma quando si parla della Nazionale si parla dell'Italia intera. Tutti la seguono, tutti la commentano e tutti hanno interesse che le cose vadano bene. Io ho fiducia nel presidente e credo che molti italiani abbiano capito che Baldini sarebbe l'uomo giusto".
Maldini e Leonardo hanno deciso di dimettersi, pochi giorni dopo la loro nomina, in seguito al caso Pirlo: qual è il suo giudizio?
"Conosco Paolo Maldini e conosco la sua storia. Se, però, non ti permettono di scegliere l'allenatore significa che non hai il potere necessario per lavorare. A quel punto, se le condizioni sono queste, è giusto fare un passo indietro. Se ciò che era stato concordato non può essere realizzato, significa che c'è qualcosa che non funziona. E quando una situazione nasce già con questi problemi è meglio chiuderla subito".

Non sarebbe comunque un segnale negativo vedere il progetto saltare dopo appena pochi giorni?
"È chiaro che dispiace, ma il presidente è in carica da poco e ha bisogno del tempo necessario per fare le sue valutazioni. Le decisioni arriveranno presto e sono convinto che alla fine verranno fatte scelte importanti per il bene della Nazionale".
Proviamo a toccare un discorso molto dibattuto nelle scorse ore, ovvero che negli ultimi anni molti ex calciatori sono diventati testimonial di società legate alle scommesse: lei come vede questo fenomeno?
"Posso parlare per me e per tutti i miei compagni del Mondiale 1982: nessuno di noi ha mai fatto pubblicità a quel tipo di realtà. Non voglio dire se sia giusto o sbagliato, ma mi chiedo perché non si pensi anche a persone che hanno dimostrato nella vita di essere serie e affidabili. Perché non valorizzare chi ha vinto quel Mondiale? Perché non affidarsi a uomini veri che hanno vinto con la maglia azzurra?"
Sta dicendo che la FIGC dovrebbe coinvolgere maggiormente gli ex campioni dell'82?
"Assolutamente sì. Penso a Gentile, Collovati, Cabrini, Graziani, Antognoni, Tardelli e tanti altri… sono persone che hanno competenze, esperienza e valori umani. Servono però ruoli veri, operativi e non incarichi di facciata. Bisogna metterli nelle condizioni di dare una mano concreta per risolvere i problemi del nostro calcio".
Si era parlato di Beppe Bergomi…
"Vero, ma mi è sempre parsa una cosa difficile".

Quanto pesa il fatto che l'Italia manchi dai Mondiali da così tanto tempo?
"Tantissimo. Sono anni che aspettiamo di tornare dove meritiamo di essere. Evidentemente si è provato di tutto. Io mi auguro che adesso si abbia il coraggio di coinvolgere anche grandi ex giocatori che, oltre al valore sportivo, hanno dimostrato di essere grandi uomini".
Diciamo che una delle persone più discusse degli ultimi giorni è Andrea Pirlo, che è stato al centro di molte polemiche per diversi motivi: secondo lei alcune critiche sono state eccessive?
"Un allenatore va giudicato per quello che fa sul campo, per il suo percorso e per il suo lavoro. Se ha allenato la Juventus o altre squadre, si può discutere del suo rendimento tecnico. Ma non bisogna andare oltre o cercare pretesti per offendere una persona. Questo non mi piace".

E Roberto Mancini? Un suo ritorno sarebbe la scelta giusta?
"Mancini resta un grande allenatore e un grande ex calciatore, su questo non si discute. Però bisogna considerare anche quello che è successo quando decise di andare via. Non sono contro di lui, ma la storia parla chiaro ed è stato lui a scriverla con le sue decisioni. Per questo credo che sarebbe molto difficile ripartire da lui".
Quindi, in conclusione, per Alessandro Altobelli il profilo ideale è quello di Silvio Baldini…
"Sì. Lo ripeto: andrei personalmente a casa sua per portarlo a Roma. Credo che oggi la Nazionale abbia bisogno di un uomo come lui".