
Si è tenuta a Roma l'elezione del nuovo presidente della Federcalcio, il successore di Gabriele Gravina è Giovanni Malagò, che è stato eletto con il 68,5%. Malagò, che è stato numero uno del CONI, governerà per quattro anni. Abete ottiene poco più del 29 percento. Il nuovo presidente dovrà rifondare il calcio italiano e scegliere subito un nuovo Commissario Tecnico, favorito Mancini.
Malagò sullo Ius Soli: "Oltre il 40% dei giocatori dei Mondiali non giocano nella nazionale in cui sono nati"
Malagò sul problema dei giovani senza passaporto e sullo Ius Soli: “Faccio il mio augurio al CT dell’Under19, che a breve partirà per una competizione importante. I numeri li ha ricordati Gravina, sono rimasto scioccato che oltre il 40% dei giocatori del mondiale non giocano nella nazionale in cui sono nati. Non è una situazione solo di Curacao ecc… ma anche Francia, Germania, ecc… Non ho mai detto nulla sullo Ius Soli, quello è politica ma chi sta a questi livelli lo deve fare: sono favorevole. Il caso principale è Yamal, ma tante federazioni hanno fatto fortune in situazioni simili: prendi Caterina Antropova, per esempio. Non vi dico cosa è stato darle la cittadinanza italiana dopo i 18 anni… Nel calcio non può succedere questo limbo: viene un altro paese che dà al ragazzo il passaporto e l’hai perso. Almeno su questo, speriamo di usare l’esperienza che ho: è inaccettabile. Euro2032 è una sfida nella sfida: ho parlato con Ceferin, lo ringrazio, ho avuto messaggi anche da Infantino. Non possiamo fare brutta figura, abbiamo Michele che se ne occupa: servono 5 stadi da consegnare. Farei lavorare le persone preposte, senza allargarmi in altre situazioni”.
Malagò sul calcio femminile: "C’è un po’ di confusione”
Giovanni Malagò ha parlato delle priorità per il calcio femminile: “Il movimento di vertice traina in termini assoluti: marketing, appeal, ecc… Siamo intorno alle 45.000 tesserate, vai a vedere i paesi analoghi al nostro e ne hanno il doppio o il triplo. Parte dalle scuole, ma questo è un altro discorso. Ecco perché l’ASD sono fondamentali, gli atleti e le atlete partono da lì. Sul calcio femminile, faccio un esempio, se si facesse una grande promozione e raddoppi il numero delle tesserate, resterebbe un problema: non ci sono ASD. Se domani a Roma arrivano 10.000 donne che vogliono giocare, ci sarebbe un problema di campi e impianti. C’è un po’ di confusione”.
Malagò sulle riforme bloccate dalla politica e le polemiche arbitrali
Tra i tanti temi toccati nel corso della conferenza stampa ci sono le riforme bloccate dalla politica e le polemiche arbitrali: “La politica era contraria, ma le componenti erano indignate. Il decreto sposta l’1% sul 15 della legge che già conosciamo, Gravina ha detto che era l’unica via per dare fondi ai vivai. Questo fondo alla fine è andato alle società professionistiche femminili, che sono 12… Secondo voi, per migliorare il campionato di Serie A, qualcuno sarebbe contrario a dare un aiuto? Nessuno, saremmo matti. Questo è un ossimoro: 10 su 12 delle società femminili sono anche maschili. Adesso, di fatto, è come se lo riprendano. Benissimo, ma non li devono prendere da lì. Sugli arbitri, speravo in un commissariamento così da non dovermene occupare (ride, ndr). Si è scelto invece di non andare in questa direzione, sono sicuro che c’era un problema temporale: finché gli arbitri sono autonomi, sono felice. Il macro problema AIA c’è, ovviamente”.
Malagò sul caso multiproprietà: "Non mi sembra che oggi questa sia la priorità"
Malagò ha risposto anche ad una domanda sulla multiproprietà dei club: “Sono una persona seria, non so come un può pensare che una risposta ufficiale possa dare valore: quando mi ha chiamato, ci ho parlato, ma non avevo ancora cariche. C’è una norma, che non ho fatto io, ma è stata approvata. Non mi sembra che oggi questa sia la priorità: la materia è del consiglio federale”.
Malagò: "Ripristinare il rapporto con una parte della politica"
Queste le prime parole di Malagò nella conferenza stampa post-voto: "Compattare la squadra, hanno tutti una discreta personalità. C’è da impostare un discorso tecnico e sportivo, da ripristinare un rapporto con una parte della politica: sono sempre stato un convinto soggetto della managerialità sportiva. Oggi cos’è la politica? Con qualcuno di primaria importanza va ripristinare un discorso congiunto. Sono stato un quarto d’ora ad aspettare per una firma digitale che ancora non ho fatto. Per ora, almeno 5 personaggio dello Stato mi hanno chiamato ed erano persone che in queste settimane facevano il tifo per me. Questo deve essere una priorità: noi abbiamo poco tempo, loro meno. Ci sono due anni e mezzo soltanto di differenza. Poi, vanno date delle risposte ai problemi strutturali”.
Malagò: “Per il nuovo ct della Nazionale ci sono delle criticità, non potrà dire armatevi e partite”

Il nuovo presidente della FIGC, Giovanni Malagò, dopo l’elezione fa il punto sul successore di Baldini sulla panchina della Nazionale: “Prima verificheremo i bilanci, poi la scelta del commissario tecnico”.
Cosa farà Malagò come nuovo presidente FIGC, da Mancini CT alle riforme del calcio: il suo programma

Giovanni Malagò è stato eletto presidente della FIGC e ora punta a ridisegnare il calcio italiano con un programma ambizioso che ha come obiettivo di rilanciare un movimento che da anni insegue le altre federazioni tra occasioni mancate, difficoltà organizzative e immobilismo.
I primi impegni del nuovo presidente FIGC Malagò: urge un CT per l'Italia
Giovanni Malagò come prima cosa dovrà nominare un nuovo Commissario Tecnico, il favorito è Roberto Mancini. Contemporaneamente dovrà scegliere un Direttore Tecnico
I numeri delle votazioni per il presidente FIGC: stravince Malagò
Giovanni Malagò per i prossimi quattro anni sarà il nuovo presidente della FIGC. Ha ottenuto oltre il 68 percento dei voti, contro il 29 e rotti di Giancarlo Abete, il restante sono schede bianche.
Giovanni Malagò è il nuovo presidente della FIGC
Malagò eletto, vince con il 68 percento. Abete ottiene il 29 percento, ci sono state anche schede bianche.
In attesa dell'esito delle votazioni: Malagò comunque resta favoritissimo
Si attende il risultato finale. Giovanni Malagò sarà con ogni probabilità il nuovo presidente della federcalcio, ma manca ancora l'ufficialità. La votazione non è ancora terminata.
Abete sta chiudendo il suo accorato discorso
Ha quasi ammesso la sconfitta il numero uno della LND nel suo discorso accorato e deciso nel quale ha tirato un paio di stilettate, inclusa una per Matteo Marani, che avrebbe voluto come candidato.
L'intervento di Malagò: "Non sono un Papa nero, ho un solo scopo: fare grande l'Italia"
Questo il succo del discorso di Giovanni Malagò: "Non sono un Papa nero, sono uno di voi, sono figlio della Figc e ho un solo scopo, fare grande l'Italia. Ho sentito tutti gli interventi, faccio fatica a non essere d’accordo più o meno con tutti, ho sentito tante grida di dolore, problematiche di carattere strutturali, ma va detto che se io oggi sono qui è solo perché Gravina ha deciso di dimettersi. Perché le componenti hanno pensato a me? Me lo sono chiesto, all’inizio ero scettico, reduce da un’esperienza molto dura come Milano Cortina. Forse perché sono stato per 21 anni presidente del Circolo Canottieri Aniene, facendo parte quindi del mondo dilettanti che conosco a memoria, ho cantano e portato la croce. Forse hanno pensato che tutto quello che ho fatto in altri ambienti, si possa ripetere in Figc. Pur non avendo mai avuto l'ansia, sento fortissimo il peso delle responsabilità".
Malagò chiude il suo discorso, ora tocca ad Abete
Un discorso avvincente quello di Malagò, che vede avvicinarsi la poltrona di presidente federale. Ora tocca allo sfidante Abete.
Adesso prende la parola il candidato presidente Malagò
Tramite sorteggio è stato stabilito che dei due candidati presidenti a parlare per primo è Giovanni Malagò, che al momento è nettamente favorito su Abete.
Giovanni Malagò si avvicina verso la vittoria
Le varie componenti hanno tutte confermato il voto per Malagò, che si avvicina così verso la carica di presidente della FIGC.
Ha parlato Bedin, ora tocca a Matteo Marani: presidente della Serie C
Dopo Simonelli è la volta dei presidenti di Serie B, Bedin, e Serie C, Matteo Marani che sta effettuando un discorso molto puntuale.
Ora i discorsi dei presidenti delle varie componenti, il primo è Simonelli
Hanno iniziato a parlare i presidenti delle varie componenti. Il primo è stato Ezio Simonelli, quello della Lega di Serie A.
Gravina saluta dicendo: "Prendetevi cura del calcio"
Viva il calcio, viva l'Italia. Queste le ultime parole dell'ex numero uno del pallone, che nella parte finale ha elogiato gli amici Malagò e Abete aggiungendo che chiunque vincerà dovrà prendersi cura del calcio.
Quando si voterà per la prima volta tra Abete e Gravina
La prima votazione per il nuovo presidente federale dovrebbe esserci poco dopo le ore 14, quindi tra circa un'ora.
Prosegue il discorso di commiato di Gravina che parla anche di Euro 2032
L'ex presidente federale sta effettuando un discorso tout court, lunghissimo ed ha ricordato anche Euro 2032, che l'Italia rischia di perdere se non riuscirà a risolvere il problema relativo agli stadi.
Gravina rivendica i risultati della Nazionale, anche giovanile, e del professionismo femminile
Gabriele Gravina sta parlando del suo percorso ricordando gli Europei vinti nel 2021 e i risultati delle varie nazionali giovanili, ma anche il professionismo per il calcio femminile.
Dopo il discorso del vicepresidente Duka ora prende la parola Gravina
Il vicepresidente Uefa Armand Duka ha tenuto un breve discorso introduttivo. Poi ha preso la parola l'ex presidente Gravina.
I consiglieri federali eletti
I consiglieri eletti:
Stefano Campoccia
Giorgio Chiellini
Beppe Marotta (Serie A)
Antonio Gozzi (Serie B)
Giulio Gallazzi (Serie C)
Daniele Ortolano
Ilaria Barzella
Sergio Petrazzini
Giacomo Fantazzini
Giuliana Tambaro (LND)
Davide Biondini
Valerio Bernardi
Sara Gama
Umberto Calcagno (Calciatori)
Giancarlo Camolese
Silva Città (allenatori)
Sono consiglieri federali anche i presidenti delle varie leghe: Simonelli, Bedin, Marani e Abete.
Chiuse le votazioni, tra poco l'esito della prima chiamata
Ci siamo quasi. Tra pochi minuti potrebbe esserci il nuovo presidente della FIGC.
Dove vedere in TV e streaming le votazioni per il presidente FIGC
Dalle ore 12 è prevista la diretta su vivoazzurro.tv, il sito della FIGC, che slitterà l'avvio fino a quando non prenderanno il via i lavori, che sono iniziati con venti minuti di ritardo.
Malagò e Abete stanno presentando i rispettivi programmi
La scansione temporale è semplice. Prima i due candidati presentano i rispettivi programmi, poi ci sono gli eventuali interventi dei delegati e si procederà con l'elezione dei consiglieri federali. In fine la prima votazione per il presidente.
245 delegati, l'assemblea è presieduta da Mario Luigi Torsello
L'ex presidente Gravina apre i lavori, presidente dell'assemblea è nominato Mario Luigi Torsello. I delegati sono 245, per un totale di 460,038 voti, gli aventi diritto sono 273.
Ha preso il via l'assemblea della FIGC: tra poco ci sarà un nuovo presidente tra Abete e Malagò
Formalmente aperte l'assemblea della FIGC per l'elezione del nuovo presidente. In corsa Abete e Malagò, che appare favorito.
Malagò va di corsa, all'arrivo non parla con i media: "Perdonatemi, ora no"
Questo è un giorno importante per Giovanni Malagò, che potrebbe essere scelto come nuovo presidente della FIGC. Alle 10:30 è arrivato all'Astoria dove non ha parlato con i media: "Buongiorno a tutti, perdonatemi ma ora no". Poi un breve saluto, cordiale ad Abete, prima di immergersi nella tornata elettorale.