I programmi elettorali di Malagò e Abete, le differenze tra i due candidati alle elezioni del presidente FIGC

Oggi è il giorno delle elezioni della Federazione Italiana Giuoco Calcio: si deciderà chi sarà il prossimo presidente tra Giovanni Malagò e Giancarlo Abete, che si sfideranno per la guida della FIGC nell’assemblea elettiva fissata presso il Rome Cavalieri Waldorf Astoria Hotel.
Le due candidature sono state depositate nei tempi previsti dal regolamento federale, accompagnate dai rispettivi programmi elettorali. La candidatura di Abete è stata sostenuta dalla Lega Nazionale Dilettanti, mentre quella di Malagò ha ricevuto l’appoggio della Lega Serie A. La FIGC ha ufficializzato l’avvenuto deposito delle liste.

Malagò: sistema forte, filiera giovanile e crescita del modello Serie A
Nel programma del candidato alla presidenza, uno dei punti centrali riguarda il ruolo della Federazione nel rapporto con la massima serie e la necessità di un sistema equilibrato tra autonomia e coordinamento istituzionale. Malagò punta sul rafforzamento dell’intero sistema attraverso una Serie A più competitiva e internazionale, ma strettamente collegata alla crescita del movimento. Tra le priorità indicate figurano gli investimenti nei settori giovanili, lo sviluppo del calcio femminile, la sostenibilità economica dei club e l’ammodernamento delle infrastrutture.
Grande attenzione è dedicata anche agli stadi, con la proposta di un piano nazionale che favorisca nuovi impianti e centri sportivi, considerati fondamentali per aumentare ricavi, attrattività e competitività. Nel suo programma trovano spazio anche la valorizzazione dei giovani talenti italiani, attraverso un percorso formativo più strutturato, e una maggiore trasparenza nella regolamentazione degli agenti sportivi.
Questi i punti salienti del programma di Malagò:
- FIGC garante senza invadere autonomia Lega A
- Per valorizzare giovani non norme isolate ma filiera
- FIGC promotrice piano nazionale per stadi e centri sportivi
- Su agenti sportivi regole chiare, serve tavolo permanente

Giancarlo Abete, il secondo candidato per la presidenza FIGC.
Abete: riforma del sistema, campionati e governance Club Italia
Sul fronte opposto, il programma di Giancarlo Abete si concentra su riforme strutturali del sistema calcio e sul rapporto tra Federazione e Lega Serie A. L'ex numero uno della FIGC concentra il suo progetto sulle riforme della governance federale e dei campionati: critica l’attuale equilibrio di poteri tra Federazione e Serie A, ritenendo necessario restituire maggiore capacità decisionale all’organo federale.
Tra le sue proposte spiccano la riduzione progressiva del numero di club professionistici per rendere il sistema più sostenibile e una revisione dell’organizzazione del Club Italia, con la gestione affidata a figure manageriali specializzate. Ampio spazio viene riservato anche al settore giovanile, con l’obiettivo di migliorare la formazione tecnica dei ragazzi e dei loro allenatori, contrastando l’eccesso di tatticismi nelle fasce d’età più basse e favorendo maggiormente la crescita dei talenti italiani.
Questi i punti salienti del programma di Abete:
- riforma dei campionati e riduzione del professionismo
- più spazio alla formazione dei giovani e alla qualità dei tecnici
- riforma organizzativa della Nazionale e del Club Italia