L'orgoglio del Genoa. La determinazione del Verona. Il monday night della quarta giornata di campionato si chiude al Bentegodi senza né vinti né vincitori. Il risultato di 0-0 sta forse stretto all'Hellas, che ha avuto il merito di tenere il pallino del gioco in mano (percentuale di possesso palla pari a circa il 60%) e provare ad affondare il colpo con azioni manovrate. Lo testimoniano anche le 10 conclusioni tentate dall'area di rigore del Grifone e il numero di tiri totali (15, di cui nello specchio). Juric giocherà anche la carta Dimarco e Salcedo per aumentare la pressione nel finale ma il muro rossoblù resiste. Nemmeno gli basterà il debutto di Kalinic.

Cosa è mancato alla squadra di Juric? Lo spunto decisivo, la precisione sotto porta, quello che in gergo viene definito il ‘killer instinct' e ti permette di azzannare l'avversario nella fase cruciale del match. Ilic, Ceccherini, Colley e Favilli a turno mancano la deviazione decisiva. Ma è un errore credere che i liguri siano scesi in campo solo con l'obiettivo di difendersi a oltranza puntando tutto sul contropiede.

La squadra di Maran si arrangia come può, a causa dell'emergenza coronavirus che ha decimato la rosa restituendo i calciatori alla spicciolata al tecnico: Perin tra i pali (puntuale negli interventi, in particolare sul contropiede di Colley e sul colpo di testa di Faraoni) e Pandev in avanti gli uomini di maggiore esperienza che hanno regalato brividi ai tifosi. È del macedone, infatti, l'occasione più nitida per i rossoblù: capita verso la fine del primo tempo quando l'ex punta di Lazio, Inter e Napoli si fa parare la conclusione da Silvestri. Per il resto si segnalano le buone prestazioni di Rovella (centrocampista classe 2001) e di Shomurodov (25 anni, affiancato a Pandev). Si tratta del secondo giocatore uzbeko a disputare un match di Serie A dopo Ilyas Zeytulayev (stagione 2004/2005 tra le fila della Reggina). A Scamacca il compito di tenere alta la difesa avversaria, a Behrami il ruolo di lotta nel cuore della mediana nella fase più calda dell'incontro.

Pareggio giusto? Ai punti avrebbe meritato il Verona ma, predominio territoriale a parte, è stata una essenzialmente l'azione che ha portato l'Hellas vicinissima al vantaggio: coast to coast di Colley che recupera palla all'interno della propria metà campo e prende il Genoa in contropiede ma, arrivato al limite dell'area, il diagonale calciato di destro viene deviato da Perin con la punta delle dita. Il portiere è in serata di grazia, mostrando di essere perfettamente guarito dal Covid-19: chiude la saracinesca e consegna al Genoa un punto che vale oro.