Di questo passo diventerà il primo suggerimento di Google associato alla stringa ‘Alvaro Morata‘: fuorigioco. Una condizione ormai ricorrente per il centravanti spagnolo della Juventus, che sta facendo un grande lavoro per sopperire all'assenza di Cristiano Ronaldo ma viene tradito sempre per questione di pochi centimetri. È successo di nuovo, in Juventus-Barcellona. Non una, non due, ma ben tre volte. Morata in fuorigioco: il ritornello è sempre lo stesso.

La prima volta succede poco dopo il vantaggio del Barcellona: Neto respinge e lo spagnolo insacca, ma la sua posizione – dopo il check del VAR – viene ravvisata come irregolare. La scena si ripete un quarto d'ora più tardi, quando su un cross di Cuadrado l'ex Atletico Madrid segna un gran bel gol, ma ancora una volta partendo qualche centimetro avanti rispetto alla linea dell'ultimo difensore blaugrana). Incredibilmente lo stesso film va in onda nella ripresa, dopo dieci minuti di gioco: Morata insacca su servizio di Cuadrado, ma muove la gamba sinistra leggermente in ritardo e finisce di nuvoo in fuorigioco.

Scene simili a quelle che nelle ultime settimane avevamo già visto in campionato. Il gol annullato contro il Crotone, pesante per le implicazioni che poteva avere sul piano del risultato, forse il più eclatante per lo scarto minimo tra Morata e il difensore avversario. E poi quello di domenica scorsa, la rete annullata contro il Verona, anche in questo caso per uno scarpino o forse meno di differenza.

In totale siamo a cinque reti annullate nelle ultime tre partite, mentre sono stati 11 i gol che Alvaro Morata si è visto annullare nel 2020 per posizione di fuorigioco tra gli ultimi mesi all'Atletico Madrid e le prime partite del suo secondo atto alla Juventus. Una tendenza in parte legata al gioco del centravanti spagnolo, che ‘gioca' con insistenza con la linea del fuorigioco. Approccio evidentemente da affinare, per trovare i giusti tempi e le giuste distanze: nell'era del VAR, d'altronde, bisogna essere precisi al millimetro.