Mino Raiola non è uno da mezze misure, o lo si odia o lo si ama. La sintesi perfetta del tutto è rappresentata dal rapporto tra il super procuratore e il Manchester United. I Red Devils sono uno dei club con cui l'agente classe 1967 ha chiuso più affari in carriera, permettendo così a numerosi suoi assistiti di giocare all'Old Trafford. Nonostante tutto però il feeling con lo United è pessimo, degenerato poi in maniera che sembra irrecuperabile con il caso Pogba.

Quando sono iniziati i problemi tra Raiola e il Manchester United di Ferguson

Deciso, schietto, ed empatico con i suoi calciatori, Mino Raiola nella sua carriera ha dimostrato di non guardare in faccia nessuno, anteponendo a tutto e a tutti gli interessi dei propri assistiti. Ne sa qualcosa il Manchester United e in particolare, la grande gloria Sir Alex Ferguson, l'ex manager che è una vera e propria icona dei Red Devils. Tra i due i rapporti si sono incrinati per Paul Pogba. Raiola aveva adocchiato quel ragazzino francese, quando era una riserva all'Old Trafford, prendendone dunque la Procura.

Il caso Pogba e la rottura con Sir Alex

Nel 2012 ecco l'addio a sorpresa di Pogba con destinazione Juventus, dopo la rottura proprio con l'ex manager dello United. Per quest'ultimo la colpa di quello "sciagurato" addio a zero fu tutta di Raiola, che a suo dire già molto tempo prima aveva trovato l'intesa con i bianconeri. "Non ci ha mostrato alcun rispetto. Ad essere onesti, se continuano così, sono abbastanza contento che sia lontano da me, comunque. Ci sono uno o due agenti di calcio che semplicemente non mi piacciono. E Mino Raiola, agente di Paul Pogba, è uno di loro. Non mi sono mai fidato". E poi Sir Alex aggiunse il proverbiale carico definendo il procuratore italiano "un sacco di m****".

Il ritorno di Pogba allo United e la rivincita di Mino Raiola

Chiusura totale? Rottura insanabile? Forse solo per Sir Alex Ferguson, visto che per Raiola, gli affari sono sempre stati affari senza alcuna preclusione, almeno fino ad allora. La dimostrazione è arrivata nel 2016, quando in un colpo solo tre suoi calciatori si sono trasferiti al Manchester United, ovvero Mkhitaryan, Ibrahimovic e soprattutto Paul Pogba (nella stagione successiva arriverà poi anche Lukaku, prima del cambio agente del 2018). Il francese in uscita dalla Juventus, squadra che gli ha permesso di affermarsi ad altissimi livelli, e con un valore di mercato alle stelle, era nel mirino di diversi top club tra cui anche il Real (Raiola dichiarò: "Non vogliono più Pogba? Sono abituati a comprare giocatori come se fossero salviette"). Alla fine però ecco il clamoroso ritorno al Manchester, allenato all'epoca non più da Ferguson ma da José Mourinho.

Una rivincita per Pogba, ma anche per lo stesso Raiola. Grazie al ritorno del suo assistito all'Old Trafford per quasi 110 milioni di euro, il procuratore incassò la bellezza di 23 milioni di euro. A tanto infatti ammontavano le commissioni, pattuite al momento della chiusura dell'operazione. Un'operazione economicamente perfetta dunque per il procuratore, un po' meno per lo United che sborsò una cifra record per riacquistare di fatto, un calciatore che aveva la possibilità di trattenere alla propria corte in passato.

La nuova e insanabile rottura tra l'agente e i Red Devils

Pace fatta dunque tra Raiola e Manchester United? Dopo la "tregua" legata al ritorno di Pogba, i rapporti sono tornati complicati, nelle ultime stagioni. Il francese ha trovato non poche difficoltà, prima per lo scarso feeling con Mourinho, poi per qualche infortunio di troppo. Con l'avvento in panchina di Solskjaer le cose sono migliorate, anche se i Red Devils non sono riusciti a raggiungere risultati degni di nota. Una situazione che ha spinto Raiola ad esternare pubblicamente le sue perplessità sul futuro del suo giocatore allo United: "Non ha senso girare intorno al cespuglio. È meglio parlare chiaramente, guardare avanti ed evitare di perdere tempo per trovare i colpevoli. Paul è infelice allo United – a Tuttosport – non riesce a esprimersi come vuole e come le persone si aspettano da lui. Ha bisogno di cambiare squadra".

Dito puntato dunque contro il Manchester United da parte del super procuratore. Parole al vetriolo nei confronti dei Red Devils, con la chiusura a possibili trattative future: "Il problema di Pogba è il Manchester United. È un club fuori dalla realtà e senza un progetto sportivo – le parole a Repubblica – Non ci porterei nessuno, rovinerebbero anche Maradona, Pelé e Maldini. Paul ha bisogno di un club e di una rosa, come lo era prima la Juventus". Appuntamento dunque alla prossima estate, quando a meno di colpi di scena Raiola farà il possibile per portare via Pogba dall'Old Trafford.

Raiola, lo United e il futuro di Haaland

Nel frattempo in Inghilterra si è molto discusso anche di Erling Braut Haaland, altro gioiello della scuderia Raiola. I tabloid hanno ipotizzato che lo United si sia fatto da parte nella corsa all'ex Salisburgo (finito poi al Dortmund) proprio alla luce della presenza dell'agente. Al The Telegraph stuzzicato sulla questione, ha risposto per le rime: "Stanno coprendo la loro ‘sconfitta', che trovo strana e deludente. Non ci sono stati scontri, c'era una trattativa e il giocatore ha scelto un'altra strada. Se vogliono incolpare qualcuno, va bene farlo con me ma il giocatore è felice perché ha fatto la sua scelta".

Ma cosa è andato storto alla fine tra Raiola e il Manchester United? Perché l'agente non è riuscito a fare breccia nel club inglese? In un'intervista alla BBC, il procuratore ha dato una sua spiegazione: "Esprimo opinioni, non voglio creare problemi. Destabilizzare? Non credo che Pogba o gente come Solskjaer vengano distratti da quello che dice Mino Raiola. In Inghilterra quando parlo tutti impazziscono: o sono il peggiore, o il migliore agente, e i club poi sono stressati anche dai tifosi e dalla stampa".