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Milan, i tifosi in protesta invocano Paolo Maldini. Tare: “Hanno il diritto di vedere un’altra squadra”

La clamorosa contestazione a San Siro dei tifosi del Milan, nel match perso contro l’Atalanta, ha reso esplosivo il rapporto con la società: manifestazioni pre partita, coreografie anti dirigenza, fuga dallo stadio a fine primo tempo. Scritte contro Furlan e il coro per Paolo Maldini.
A cura di Alessio Pediglieri
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Milan-Atalanta doveva essere la partita del rilancio per i rossoneri alla conquista dell'obiettivo minimo della Champions League e invece si è trasformata nell'ennesimo atto pessimo della fallimentare conclusione di campionato dove si rischia davvero di uscire dalle prime quattro posizioni in classifica. Oltre alla prestazione insufficiente in campo, ha tenuto banco la clamorosa contestazione della Curva Sud che ha dato sfogo alla propria rabbia, puntando l'indice sulla dirigenza, tra fischi sonori, con una coreografia che ha fatto il giro del mondo, così come l'abbandono dello stadio già a inizio secondo tempo. Tra le contestazioni, si salvano solamente in due, Massimiliano Allegri e Igli Tare, per poi tornare su un uomo del passato mai dimenticato: Paolo Maldini.

I tifosi del Milan in protesta: Furlani nel mirino, insieme a Cardinale e Scaroni

La domenica calcistica del Milan si è trasformata in una domenica di passione ben prima del fischio di inizio della gara contro l'Atalanta: il clima torrido si era già palesato durante la settimana con un crescente malumore della tifoseria che temeva di assistere a ciò che poi è puntualmente accaduto: l'ennesima sconfitta che pregiudica la stagione. Nei giorni precedenti, nel mirino era finito soprattutto un uomo, Giorgio Furlani, l'Amministratore Delegato su cui si è svuotato il livore della Curva, poi ribadito sulle tribune di San Siro. Nel mirino della tifoseria, oltre a Furlani, anche il proprietario del club Gerry Cardinale e il presidente Paolo Scaroni e i giocatori.

La protesta dei tifosi del Milan si è riversata anche sui social
La protesta dei tifosi del Milan si è riversata anche sui social

"GF OUT", la scritta improvvisamente apparsa in Curva, in una coreografia organizzata ma fatta bypassando qualsiasi controllo preventivo, attraverso l'utilizzo delle torce dei cellulari ha fatto così il giro del mondo, con le iniziali ben riconoscibili della persona cui era stata indirizzata. Un modo più che eclatante per ribadire il proprio dissenso e la volontà di un cambio radicale della dirigenza: "Giorgio Furlani resta caparbiamente in piedi sulle macerie del suo fallimento sportivo" si legge nella nota diffusa nella notte, insieme ad "personaggi incapaci" elencati nei nomi del proprietario Cardinale e nel presidente Scaroni. Unici salvi? Il direttore sportivo Igli Tare e il tecnico Max Allegri, "persone competenti", si legge nella nota, ma che hanno dovuto convivere con "continue interferenze nella scelta degli acquisti e nella gestione della squadra".

Il coro per Paolo Maldini, l'amarezza di Tare: "Hanno il diritto di protestare"

Una protesta radicata e forte, di fronte alla quale non ha parlato la società ma il solo Igli Tare: "La situazione è complicata, vedo una squadra mentalmente fragile" ha sottolineato in tarda serata di domenica. "I tifosi? Hanno tutto il diritto di protestare, meritano di vedere un'altra squadra". E anche di invocare chi non è mai stato dimenticato, e fu estromesso dagli attuali dirigenti: Paolo Maldini. Proprio il nome dell'ex capitano e bandiera rossonera è infatti non a caso risuonato nel silenzio di San Siro: ennesima coltellata ad una proprietà che i propri tifosi oramai hanno marchiato come "incapace" e "indifendibile".

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