Maignan a sorpresa in sala stampa dopo il crollo col Bologna: “Non sono qui perché mi piace parlare con voi”

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Mike Maignan si è presentato a sorpresa in sala stampa dopo la sconfitta del Milan contro il Bologna. Non una scelta presa a cuor leggero.

Mike Maignan ha capito che il momento del Milan è molto difficile e ha deciso di metterci la faccia anche perché alla viglia c'è il derby contro l'Inter. Si è presentato in conferenza stampa al fianco del tecnico Amorim per cercare di dare spiegazioni e rispondere alle domande dei cronisti sul rendimento dei rossoneri. Una situazione a quanto pare non gradita per lui ma doverosa alla luce del suo status di "senatore" dello spogliatoio come ribadito proprio in avvio di conferenza. Pane al pane e vino al vino il francese ha subito reso l'idea di quanto gli pesasse tutto, ma fosse altresì necessario per la squadra.

C'è stato un po' di stupore in sala stampa quando oltre al tecnico portoghese è arrivato anche il portiere. Non lo aveva fatto per esempio dopo la "follia" di Bournemouth con l'espulsione che aveva complicato i piani del Milan scatenando anche la reazione di chi avrebbe voluto magari delle immediate scuse pubbliche. E invece adesso è arrivato il momento di intervenire e di dire le cose come stanno al termine del match casalingo perso con il Bologna, primo ko stagionale in Serie A. Molto diretto Maignan, anche troppo forse: "Non sono qui perché mi piace parlare con voi. Sono qui perché vorrei parlare con voi. Stasera è un momento importante per la squadra perché è una sconfitta, la seconda sconfitta che facciamo in tre partite. È normale che venga a parlare stasera con voi".

Giusto dunque dare con la propria presenza e di conseguenza con le parole un messaggio a tutto l'ambiente e dimostrare che c'è la consapevolezza di quello che non va e si può cambiare. A questo proposito qual è il male del Milan che alle volte sembra non accusare il pericolo: "È un punto su cui dobbiamo crescere. In questo momento abbiamo tanto la palla e sappiamo che quando abbiamo tanto la palla siamo vulnerabili, perché lasciamo spazio all'avversario per fare i contropiedi. Noi dobbiamo crescere su questo, essere più attenti, più cattivi. Ma è un punto su cui lavoriamo sempre".

La sconfitta con il Bologna non deve essere certo motivo di processi spietati però non bisogna nemmeno sottovalutare il "pericolo" di un contraccolpo in vista del prosieguo di una stagione in cui il Milan sta vivendo un cambiamento importante. La presenza di Maignan insomma non è certo un segnale che conferma la gravità del periodo, ma serve per ripartire con maggiore slancio e consapevolezza: "Non è che perché abbiamo perso stasera dobbiamo dire che non abbiamo certezze. C'è sempre negatività, perché anche quando si vince ci sono degli errori. Dobbiamo rimanere molto sereni, perché la stagione è molto lunga e ogni partita conterà, ogni partita è importante, ogni punto che facciamo è importante. Non dobbiamo mettere il fuoco e dire che siamo deboli, che siamo tutto questo. No. La mentalità giusta, il focus, è mantenere la serenità, la calma, sapere quando le cose sono fatte bene. Non è per una partita o per due mesi di campionato che dobbiamo tirare conclusioni. Le conclusioni si fanno alla fine della stagione e siamo nel nostro ciclo. Altrimenti non aiuterà nessuno: né i giocatori, né i tifosi, né tutto il mondo del Milan".

A prescindere dai momenti difficili a livello personale, come quello legato al raptus di Bournemouth, Maignan in questa occasione si è comportato da leader assoluto. Il suo messaggio non è in primis per tifosi e addetti ai lavori, ma per la squadra: in questa situazione bisogna assumersi le proprie responsabilità.

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