Daniele De Rossi spiazzato da una domanda dopo la vittoria sulla Juve: “Cosa te lo ha fatto pensare?”

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Daniele De Rossi è rimasto un po’ stupito dal fatto che qualcuno potesse pensare che ci tenesse più al match contro la Juventus, rispetto a quello con il Lecce.

Daniele De Rossi è rimasto un po' spiazzato da una domanda dopo il trionfo ottenuto con il Genoa sulla Juventus. L'allenatore romano non si aspettava che qualcuno mettesse in dubbio le sue scelte di formazione iniziale pensando ad un ipotetico ricorso al turnover in vista del successivo impegno contro il Lecce. Come se, nell'ottica degli obiettivi stagionali dei rossoblu, la sfida contro una diretta concorrente come quella giallorossa potesse essere prioritaria rispetto a quella con i bianconeri al punto dunque da evitare rischi di infortuni o di caricare eccessivamente troppi giocatori. Un ipotesi ovviamente smentita con calma da De Rossi che ha risposto a sua volta con un ulteriore domanda.

"Ti posso fare una domanda? Da cosa sembrava che io pensassi al Lecce guardando la formazione?". Questo il quesito mosso a sua volta dall'allenatore del Genoa al suo interlocutore in sala stampa. Il riferimento ai sei cambi rispetto ad un possibile undici considerato titolare non ha ovviamente convinto De Rossi che è entrato nel merito delle sue scelte parlando dei giocatori schierati: "Baldanzi, Osmajic, Vitinha (che è stato titolare in quasi tutte le partite l'anno scorso), Ellertson, Ehizibue i, i centrali sono quasi sempre gli stessi, il portiere pure… Amorim forse è l'unico che aveva giocato un pochino di meno, ma se non si fosse fatto male contro il Südtirol avrebbe giocato titolare anche contro il Parma. Era già nei nostri piani".

Questione di mentalità per un Genoa che deve acquisire la consapevolezza di poter dare fastidio a chiunque, soprattutto tra le mura amiche. A prescindere dunque dal blasone e dal livello delle avversarie, la sua squadra deve cercare di fare punti con tutte. Questo ovviamente senza perdere il contatto con la realtà e con il fatto che un match con il Lecce possa magari essere fondamentale per la propria stagione. In quest'ottica è fondamentale l'aspetto mentale: "Ho preparato questa partita lavorando al 30% sulla tattica e al 70% sulla mentalità, perché le ho sentite anch'io queste chiacchiere: ‘Eh, la partita di Lecce è importantissima. Ma noi dobbiamo vincere contro la Juventus, proprio come vogliamo vincere contro la Roma! A volte ci riesco, a volte no, a volte sbaglio una scelta e a volte no. Noi qui proviamo a vincerle tutte, non giocando le coppe europee dobbiamo dare tutto in ogni gara".

Come si può inculcare questi principi nel proprio gruppo e nella testa dei giocatori? Con un riferimento al passato, ma anche con un lavoro di tipo motivazionale: "In realtà noi ci siamo salvati vincendo contro Roma e Fiorentina, mentre ora dobbiamo alzare il livello proprio perché andremo a Lecce e sarà difficilissimo. La riunione pre-gara oggi è stata molto lunga. Non mi piace parlare tanto, ma volevo che i ragazzi capissero quanto ci tenessi e quanto credessi che fosse possibile vincerla. Ho scelto quelli che oggi ritenevo essere nella condizione calcistica e fisica migliore per portarmi a casa la partita".

Per ora una parte del lavoro è stata ben fatta, adesso la trasferta di Lecce darà altre risposte. A prescindere da come andrà, De Rossi pur rispettando profondamente tutte le avversarie sembra aver inculcato la mentalità giusta nella sua squadra. E dopo un inizio difficile i risultati gli stanno dando ragione.

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