Spalletti fa la ramanzina alla Juve anche dopo la vittoria a Lecce: “È come lasci la maglia”
La Juventus torna a vincere in campionato dopo oltre un mese. Batte il Lecce 2-0 in trasferta. Luciano Spalletti ne approfitta per mandare un messaggio molto chiaro ai suoi giocatori. Nemmeno i tre punti bastano a soddisfare del tutto l'allenatore bianconero. Dopo la partita si presenta davanti ai giornalisti e richiama la squadra al significato di indossare la maglia della Juve. Il suo discorso va oltre il risultato e nasce da quanto visto nei secondi 45 minuti al Via del Mare.
"La Juventus è come rilasci la maglia, non come l'hai trovata", dice infatti il tecnico toscano in conferenza stampa. Il concetto è chiaro. Il valore di un giocatore si misura da quello che lascia al club, non dal prestigio che trova quando ci arriva. Aggiungendo che è proprio questo a rivelare lo spessore di un calciatore. Una ramanzina pronunciata nella serata in cui i gol di McKennie e Douglas Luiz hanno permesso ai bianconeri di ritrovare quel successo in Serie A che mancava dallo scorso 20 settembre (il 2-0 casalingo all'Atalanta).

Perché Spalletti rimprovera la Juventus dopo aver battuto il Lecce
Il motivo dell'insoddisfazione nasce dalla differenza di prestazione tra i due tempi. Nel primo la Juventus controlla la partita, trova il vantaggio con lo statunitense al 29′ e raddoppia con la prima rete in bianconero del brasiliano al 41′. Nella ripresa, invece, la squadra smette progressivamente di attaccare e comincia a preoccuparsi soprattutto di conservare il risultato.
Spalletti non contesta tanto le occasioni concesse agli avversari, quanto l'atteggiamento dei suoi. Avrebbe voluto una Juventus capace di continuare a guadagnare campo e approfittare degli spazi lasciati dal Lecce, che dopo l'intervallo aveva modificato il proprio assetto tattico.
"Il secondo tempo non mi va bene", ammette senza troppi giri di parole in conferenza stampa. Nell'intervista a DAZN, quando gli chiedono se la vittoria gli permetterà finalmente di dormire tranquillo, risponde con una battuta: "Se penso al secondo tempo, mi risveglio subito".

E i numeri della partita aiutano a capire perché fosse così contrariato. Nel secondo tempo il Lecce ha effettuato 12 tiri contro i quattro della Juventus, con quattro conclusioni nello specchio della porta contro nessuna dei bianconeri. Un'inversione di tendenza netta rispetto alla prima frazione, quando erano state proprio le giocate offensive degli ospiti a decidere la partita.
C'è poi anche una spiegazione tattica. Dopo l'intervallo Di Francesco ha cambiato la disposizione in campo dei suoi, passando dal 4-3-3 al 3-4-3 e togliendo alla Juventus quella libertà di Douglas Luiz a centrocampo che aveva facilitato la costruzione nel primo tempo. I bianconeri, anziché trovare nuove soluzioni per uscire dalla pressione, hanno progressivamente arretrato il proprio baricentro, affidandosi più spesso ai passaggi verso Vicario.
È qui che il rimprovero di Spalletti assume un significato diverso. Il tecnico non pretendeva una Juventus sbilanciata alla ricerca del terzo gol: voleva che continuasse a giocare con coraggio e lucidità. La squadra aveva conservato il vantaggio e mantenuto la porta inviolata, ma aveva lasciato al Lecce l'iniziativa. Ed è proprio questo atteggiamento che l'allenatore non vuole più rivedere.

Il messaggio di Spalletti ai giocatori: la Juventus non regala niente
Il richiamo assume un significato ancora più preciso se collegato al momento attraversato dalla squadra. Spalletti ha spiegato di aver modificato qualcosa anche sul piano tattico dopo la pesante sconfitta interna con la Lazio, passando a un centrocampo a tre per trovare maggiore solidità e sostenere l'attacco con due punte vere come Woltemade e Kolo Muani.
Un cambiamento che, almeno inizialmente, ha prodotto una risposta positiva. Ma per il tecnico toscano un solo tempo giocato bene non può bastare, così come le numerose assenze (a Lecce aveva a disposizione solo 17 calciatori) non possono diventare una scusa.
In conferenza l'allenatore ha insistito soprattutto su un concetto: la Juventus ha qualità superiori a quelle mostrate finora, ma il nome del club non garantisce automaticamente risultati e prestazioni. Per ottenerli bisogna conquistarli sul campo, partita dopo partita.
C'è un motivo se Spalletti ha voluto parlare del valore della maglia proprio nella serata in cui la Juventus è tornata a vincere. Dopo il confronto con i calciatori seguito alla sconfitta con la Lazio, l'allenatore ha deciso di cambiare l'assetto tattico per rendere la squadra più solida. Ma il secondo tempo di Lecce gli ha fatto capire che cambiare modulo, da solo, non basta. Serve anche un atteggiamento diverso quando si gestiscono le partite.