Spalletti piccato con Marcolin sull’attacco Juve: “Ragionamento non corretto, è per riempire il programma”
Luciano Spalletti non ha gradito del tutto una domanda di Dario Marcolin prima di Lecce-Juventus. Oggetto della stessa la scelta di schierare contemporaneamente Woltemade e Kolo Muani dal primo minuto. In pratica l'ex calciatore, oggi opinionista per DAZN, ha chiesto lumi su questo tandem offensivo e sulle richieste del tecnico che però ha trovato inutile sottolineare le differenze tra uno schieramento da titolari e uno a gara in corso. Un fiume di parole quello dell'allenatore bianconero che poi in modo civile ha fatto presente come la domanda sia stata inutile e solo finalizzata a riempire il pre-partita.
"Ha una richiesta in particolare per Woltemade e Kolo Muani?". Questa la domanda di Marcolin che inizialmente sembrava aver dato il la ad una considerazione tecnica di Luciano Spalletti: "Giocando due attaccanti, li facciamo giocare sui due centrali e lì, se sono bravi a giocare la palla addosso, si libera sempre la possibilità di andare dietro, se viene gestita bene anche la palla semplice giocata sui piedi di uno dei due. Poi quello che è il movimento contrapposto è una cosa che fanno fin da bambini, per cui quello è correttissimo".
Poi però ecco la svolta improvvisa: "Ma hanno giocato otto volte insieme" con tanto di gestualità delle mani. Poi un po' piccato ha proseguito: "Ma che vuol dire dall'inizio? Scusami, ma tu sei un calciatore? Cioè, quando si fanno giocare due calciatori dall'inizio, due punte così, poi io la sostituzione come faccio ad averla? Una sostituzione che possa avere forza d'urto, possa dare continuità? Cioè, poi per forza bisogna rimpicciolire la squadra e bisogna trovare soluzioni diverse dal buttare una palla dentro l'area di rigore, che ormai si vede in qualsiasi partita, che è diventato fondamentale".
La domanda di Marcolin e il riferimento ai discorsi sulla necessità di schierare due attaccanti hanno probabilmente stancato Spalletti che ha chiarito il senso del discorso: "Non è un ragionamento molto corretto quello che stiamo facendo tutti. Perché? Perché poi nel secondo tempo, se questo approccio alla partita va male, come lo correggo? Come? Facendo un'involuzione, se ritengo che quella sia la forza della partita? Oppure avendo, come è successo altre volte, Nico Gonzalez a disposizione, perché l'ultima partita io avevo Nico. Altre volte ho fatto giocare Nico lì vicino a Kolo, e poi Nick che può subentrare".
La chiusura poi è stata forte: "Ma quelli che stiamo facendo ora sono discorsi per riempire il programma, che poi sulla sostanza e sul ragionamento profondo hanno diverse difficoltà". Sorrisi e cordialità, ma Spalletti ha dimostrato di essere molto attento alle parole. Forse si poteva anche utilizzare un linguaggio più accomodante (anche se Spalletti non è stato irrispettoso) di fronte ad una richiesta di chiarimenti lecita.