"Sono un po' ammaccato ma va tutto bene", dice Maradona nell'ultimo video girato in quei giorni prima della morte. Lo ha registrato la ex compagna, Veronica Ojeda, che è seduta accanto a lui. L'ex Pibe de Oro appare provato dopo l'operazione alla testa subita per la rimozione di un edema subdurale alla regione sinistra del cervello. La medicazione è vistosa, l'ultimo segno di una vita esaltante e tribolata che porta addosso. Ha lo sguardo spento. Parla a fatica. Mormora qualcosa, non scandisce bene le parole. La postura sembra quella di un vecchio, malato, stordito dalle medicine, appesantito dagli anni e dalle patologie di cui soffre da tempo. Mangia pastina in brodo. Le mani gli tremano nonostante le abbia poggiate sul tavolo della cucina. Con la destra – quella della leggenda di ‘D10s' al Mondiale in Messico, regge un cucchiaio. Nella sinistra reca un grissino, appoggiato tra e dita. Dinanzi a sé ha un'ampolla con del vino.

Alle spalle si muove la cuoca che appare e scompare dinanzi ai fornelli. La stessa che ai media argentini parlerà di lui come una persona stanca: "Voleva stare da solo, riposare e avere un po' di tranquillità", dice ‘Monona', il vezzeggiativo con il quale Diego chiamava la governante, Romina Milagros Rodriguez. Del calciatore che aveva incantato il mondo intero con la magia del gol del secolo non c'è più niente. Del ‘Dieci' trascinatore dell'Argentina verso la Coppa e del Napoli verso gli scudetti è rimasto solo il ricordo nelle foto e nei filmati dell'epoca. Quasi stenti a credere che sia proprio El Diez in quella breve clip che conclude mandando un "beso" (un "bacio") a Luque.

Leopoldo Luque è il neurochirurgo indagato e considerato dai magistrati la figura centrale nell'inchiesta aperta sulla morte dell'ex Pibe, prefigurando imputazioni per negligenza medica, abbandono di persona, omicidio colposo. E quel "il ciccione sta morendo", riferito alle ultime ore di agonia, pronunciato al telefono per descrivere in modo sprezzante, cinico la condizione decadente di Maradona ha destato scalpore alimentando la convinzione che – assieme ad altre prove raccolte sul luogo in cui ha vissuto per gli ultimi giorni – a Diego fosse mancata adeguata assistenza in uno dei momenti più difficili e e delicati per il suo stato di salute precario.

"Sai che non mi piacciono le intimità ma quando sono con gente buona esco dalla mia tana", sussurra ancora nel video Maradona che nella Clinica Olivos era stato accompagnato proprio dallo specialista, suo amico e – secondo quanto emerso – unico dottore che poteva prendere decisioni sulla salute dell'ex calciatore. Il suo ruolo, la sua preponderanza emerge anche da alcune chat, messaggi WhatsApp, scambiati con le figlie dell'ex campione o in altre conversazioni dove lui stesso è oggetto di critiche da parte dei familiari oppure ne parla con toni durissimi. "Quella stronza di Jana vuole ricoverarlo", dice in uno degli audio finiti sul tavolo del pool della Procura.

Non è l'unico perché nella ricostruzione tracciata dai magistrati c'è un'altra persona finita sotto la lente degli inquirenti: è la psichiatra Agustina Cosachov, la dottoressa che aveva prescritto psicofarmaci pericolosi, controindicati per un paziente affetto già da scompensi cardiaci come Maradona. È lei che – secondo quanto riporta il quotidiano argentino La Nacion – è stata accusata di falso ideologico per aver presentato certificato artefatto un certificato nel quale documentava che il suo paziente era "attento, orientato nella persona, nel tempo e nello spazio".