Medicine per il trattamento contro l'epilessia o episodi di schizofrenia. Antidepressivi mescolati ad anti-psicotici. Vitamine ‘shakherate' nel mix che conteneva anche sostanze assunte per tenere a bada il demone dell'astinenza e l'ipertensione.  Nel cocktail di psicofarmaci che Maradona ingoiava in un sorso d'acqua c'era di tutto. La lista delle pillole è stata inserita nel dossier dell'inchiesta aperta dalla Procura di San Isidro sulla sua morte: costituisce una chiave di lettura importante dell'ipotesi di grave negligenza medica e abbandono di persona prefigurata dal pool di magistrati, una parte del mosaico che gli inquirenti hanno ricostruito scandagliando cosa è successo nell'ultimo periodo di vita dell'ex Pibe de Oro.

Il neurochirurgo, Leopoldo Luque, e la psichiatra, Agustina Cosachov, sono ufficialmente indagati e coinvolti a vario titolo: dalla scelta di far completare a un paziente come El Diez degenza e riabilitazione a casa, fino alla prescrizione dei farmaci che richiedeva una particolare attenzione per gli effetti collaterali provocati sul fisico, già provato, dell'ex calciatore. Ecco quale era l'elenco delle medicine:

  • Quetiapina: utilizzato nel trattamento contro schizofrenia, episodi maniacali e grave depressione del disturbo bipolare.
  • Naltrexone: avrebbe dovuto aiutare Maradona nel processo di disintossicazione da oppiacei.
  • Gabapentin: gli era stato prescritto a corredo del trattamento per l'epilessia e della terapia del dolore.
  • Venlafaxina: sostanza antidepressiva per regolare il tono dell'umore e agire da inibitore della ricaptazione della serotonina e della norepinefrina.
  • Lurasidone: raccomandato per curare gli effetti della depressione negli adulti con disturbo bipolare.
  • Omeprazolo: per ridurre la quantità di acido prodotto dallo stomaco.
  • Complesso di vitamine del gruppo B: Diego le assumeva a mo' di integratori per aumentare l'energia cellulare con effetto analgesico rispetto al dolore neuropatico.

Nelson Castro, giornalista e medico specializzato in neurologia ha spiegato qual è stato l'effetto di quella mescolanza di farmaci, soffermandosi in particolare sugli aspetti collaterali, la ricaduta sulla condizione di salute generale dell'ex Pibe.

La cosa che emerge è che Maradona assumeva un mix eccessivo di antidepressivi con antipsicotici – ha ammesso a Telenoche. Molti di questi farmaci come chetiapina, lurasidone, venlafaxina hanno effetti collaterali come l'aumento della frequenza cardiaca.

Maradona aveva bisogno di quelle medicine in qualità di paziente che presentava un grave quadro di astinenza. Ecco perché oltre ai farmaci per disintossicarsi gliene erano stati prescritti altri per evitare che il suo stato emotivo sfociasse in comportamenti violenti, aggressivi fino a rappresentare un pericolo per gli altri e per se stesso.

La cosa che più mi ha sorpreso – ha aggiunto lo specialista – è che una persona nelle condizioni di Maradona sia stata curata a casa, in quella stanza che non era adatta a una persona come lui, quando invece sarebbero stati necessari un controllo costante e un monitoraggio altrettanto continuo della patologia cardiaca di cui D10s soffriva da tempo.