Il ‘pasillo' d'onore tributato all'Inter pochi minuti prima del fischio d'inizio della partita con la Sampdoria è stata una bella immagine di calcio e sportività. In una stagione condizionata a tratti dai veleni e dai (soliti) sospetti restituisce onore e credibilità a un calcio che mercanteggia i valori col denaro. L'ingresso in campo delle squadre è caratterizzato dall'omaggio che i calciatori liguri rendono alla formazione di Antonio Conte, campione d'Italia con largo anticipo. Sono schierati in due file a fare da ala agli avversari, applaudono e sorridono alla squadra che ha cucito sul petto quello stemma tricolore ottenuto per l'ultima volta dieci anni fa, prima che la Juve stabilisse il suo dominio in Serie A.

La passerella avviene a San Siro in uno stadio vuoto ed è un vero peccato. Un gesto di stile e di fairplay sportivo che avrebbe meritato l'applauso sincero del pubblico. È mancato l'effetto scenico: lo scroscio delle mani che battono sarebbe stata cornice degna a corredo di quel momento. Ma ciò che conta davvero è l'importanza del gesto. Tutto è nato da un'idea di Claudio Ranieri che in Inghilterra, dove situazioni del genere sono normali, venne omaggiato allo stesso modo dai calciatori del Chelsea dopo aver compiuto il miracolo in Premier League con il Leicester.

Ho detto a Quagliarella e ai ragazzi che sarebbe stato bello omaggiare lo scudetto dell'Inter come fanno in Inghilterra con la passerella – le parole di Claudio Ranieri dopo la gara -. E i ragazzi sono stati subito d'accordo con me. Questo è lo sport. Credo che lo sport debba essere in questi piccoli gesti, soprattutto per una squadra che ha vinto con quattro turni di anticipo lo scudetto.

Sul campo è finita 5-1 per l'Inter. Nel tabellino dei marcatori c'è stato spazio anche per la rete di Pinamonti. Il giovane attaccante dell'Inter è stato tra i protagonisti del match segnando il primo gol in carriera in Serie A con la maglia dei nerazzurri. Ha esultato e pianto per l'emozione, abbracciato dai compagni di squadra. Quanto sia stata dura affrontare la squadra di Conte lo spiega Ranieri.

A loro è riuscito tutto. Non dico che ci hanno sorpreso, però oggi hanno giocato a memoria, una gran partita. Noi abbiamo provato a non guardare, ma il risultato ti dice che hai guardato e hai perso.