Il primo gol in Serie A con la maglia dell'Inter. È come il primo amore che non si scorda mai, nemmeno quando sei abbastanza grande. Andrea Pinamonti sente il cuore battere forte, un groppo alla gola e versa lacrime per l'emozione fortissima provata contro la Sampdoria. Conte lo inserisce nel secondo tempo e lui si fa bastare i minuti che il tecnico gli lascia a disposizione: Barella gli serve un assist perfetto, lui scarica la palla in fondo al sacco con un destro preciso e potente. Può sentire il rumore della rete e della sfera che sbatte sul ferro.

Peccato manchi il boato del pubblico di San Siro, avrebbe reso più esaltante ed epico il guizzo del ‘ragazzo' cresciuto nelle giovanili dell'Inter e che adesso vede coronato il suo sogno. Tornerà anche quello. Tutto torna, sempre. Dieci anni fa urlava con la divisa nerazzurra addosso per una rete: pugni stretti, sguardo fiero del ragazzino che sente di spaccare il mondo. Oggi quel sogno è diventato realtà e, a 21 anni, è una finestra spalancata sul futuro. L'abbraccio dei compagni di squadra lo sommerge d'affetto, lui piange come un bambino. E nulla c'è di male nell'esternare così le proprie emozioni. In un calcio che s'è svenduto alla logica del business immagini del genere lo riportano a una dimensione umana, genuina.

Sette partite tra campionato e coppe, appena un'ora di gioco. Finora Pinamonti aveva giocato pochissimo in stagione ma contro la Sampdoria (battuta per 5-1) ha trovato il modo di mettere anche il proprio nome in calce agli almanacchi di un torneo esaltante in Serie A per la squadra di Conte. È stato proprio il tecnico salentino che ha voluto trattenerlo a Milano piuttosto che spedirlo in prestito altrove dopo le esperienze con Frosinone e Genoa. Si farà le ossa all'Inter con la quale ha segnato 43 gol tra Primavera (27), Youth League (9) e Under 17 (10).