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L’Inter condanna in un comunicato le violenze in Curva avvenute durante la gara con la Sampdoria

Il club nerazzurro ha preso posizione ufficiale di fronte ai fatti inqualificabili avvenuti sugli spalti di San Siro durante Inter-Sampdoria: “Totale solidarietà nei confronti di tutti i tifosi che sono stati costretti a rinunciare a vedere la partita”
A cura di Alessio Pediglieri
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L'Inter ha deciso di prendere posizione a seguito di quanto è avvenuto a margine dell'ultima partita disputata a San Siro contro la Sampdoria quando la Curva Nord ha deciso di abbandonare il suo storico posto sugli spalti e ha costretto diversi altri tifosi a fare lo stesso loro malgrado. Tante le testimonianze di denuncia di atteggiamenti intimidatori e violenti contro famiglie, ragazzi e semplici appassionati che si sono visti costretti allontanare, senza poter assistere alla gara.

Dalla partita di sabato sera sono passati quasi tre giorni e dal quartier generale nerazzurro non era arrivato alcun comunicato o presa di posizione ufficiale di fronte agli incresciosi avvenimenti che avevano caratterizzato la gara con la Samp, anche se da subito era trapelato in via informale un atteggiamento di chiara condanna. Il cuore più caldo del tifo nerazzurro aveva deciso di scegliere il silenzio per la morte di un capo ultras, poi di abbandonare la curva e lasciarla simbolicamente vuota, "a lutto". Purtroppo, però, è andata in scena una delle pagine più buie attorno al calcio, con l'acclarata incapacità da parte dei servizi d'ordine e di sicurezza di tutelare le persone all'interno dello stadio.

Decine e decine di tifosi hanno riferito nell'immediato post gara di essere stati costretti sotto la minaccia di violenze a uscire dallo stadio. Il tutto contro la propria volontà, senza aderire alla scelta della Curva Nord e poter continuare a tifare Inter liberamente. L'ordine impartito dai capi ultras era ben diverso: restare in silenzio per rispetto verso la morte di Vittorio Boiocchi, pregiudicato ucciso a Milano e capo ultras nerazzurro e poi abbandonare il settore. A chi si opponeva o provava a restare in tribuna, minacce, botte e spinte, come quanto accaduto ad un padre, malmenato di fronte alla propria figlia e un ragazzo scagliato tra i seggiolini, tre gradini più in basso.

Un atteggiamento inaccettabile ma che è stato permesso si compisse sugli spalti senza che nessuno intervenisse. Solamente a seguito delle centinaia di denunce e racconti le forze dell'ordine hanno deciso di svolgere indagini più approfondite, richiedendo la visione delle telecamere di sorveglianza disseminate per lo stadio di San Siro, ancora sotto visione per determinare o svolgere dei fatti e stabilire eventuali interventi punitivi.

In tutto questo, però, ha fatto enorme rumore il silenzio della società Inter che solamente nel pomeriggio di lunedì ha deciso di emettere un comunicato in cui si dissocia dai fatti contestati e da chi li ha commessi: "FC Internazionale Milano condanna con fermezza qualsiasi episodio di coercizione avvenuto sabato sera al secondo anello verde dello stadio di San Siro. Il Club che in ogni sede lotta contro ogni tipo di violenza, ribadisce i valori essenziali di fratellanza, inclusione e antidiscriminazione ed esprime la sua totale solidarietà nei confronti di quei tifosi che sono stati costretti a rinunciare a ciò che tengono di più: l’amore e la passione per l’Inter".

"ll Club, che si adopera ogni anno per rafforzare il presidio di sicurezza e di sorveglianza all’interno dello stadio, ribadisce nuovamente la sua totale collaborazione con le Forze dell’Ordine per assicurare la tutela dei diritti dei propri tifosi". Un comunicato che in molti si attendevano arrivasse più velocemente ma che è giunto soltanto dopo ad altre dichiarazioni di condanna da parte delle istituzioni sportive. In primis, il Ministro dello Sport, Abodi che ha voluto fermamente dare il proprio pensiero via social: "Mi sono informato, quello che è successo è inaccettabile, non è tollerabile. Sono certo che saranno presi immediati provvedimenti. Non solo parole!".

Parole che sono seguite a quelle del Presidente Gravina, numero uno della FIGC che a margine dell'ultimo Consiglio Federale ha voluto ribadire con fermezza la propria amarezza: "Da quello che si legge, perché non abbiamo altri elementi, non è di certo una bella immagine. Ho sentito Marotta" aveva detto prima del comunicato del club "mi ha garantito che l'Inter è a disposizione e che sta mettendo a disposizione della Digos tutte le immagini e se ci sono responsabilità in capo ad alcuni soggetti spetta agli organi di giustizia e polizia procedere". Intanto, alcune indiscrezioni vorrebbero la società nerazzurra pronta anche a risarcire tutti quei tifosi che pur avendo sostenuto viaggi e pagato il biglietto, alla fine non hanno potuto assistere alla partita.

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