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La sfottò delle bottiglie d’acqua diventa realtà: l’Arsenal perde col Manchester City, Premier riaperta

All’Etihad Stadium l’Arsenal cade ancora contro il Manchester City e vede svanire il vantaggio in classifica. Le scelte di Mikel Arteta e il gol di Erling Haaland rilanciano la corsa al titolo.
A cura di Vito Lamorte
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La provocazione fuori dallo Etihad Stadium sembrava solo folklore da vigilia. Bottiglie d’acqua con il logo dell’Arsenal vendute dai tifosi del Manchester City, un richiamo ironico all’etichetta di “bottlers” cucita addosso ai Gunners negli ultimi anni. Novanta minuti dopo, però, quel messaggio ha assunto un peso molto più concreto.

La squadra di Mikel Arteta esce sconfitta 2-1 e vede riaprirsi completamente la corsa alla Premier League. È la seconda caduta consecutiva, un passaggio a vuoto che rimette tutto in discussione e rilancia le ambizioni della squadra di Pep Guardiola.

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Il termine "bottlers" è stato associato all'Arsenal dai tifosi rivali per descrivere la presunta incapacità della squadra di mantenere la testa della classifica e vincere la Premier League, "buttando via" occasioni decisive nel finale di stagione.

Prima del match all'Etihad Stadium di Manchester sono apparse delle bottiglie d'acqua con il logo dell'Arsenal per provocare proprio i contendenti per il titolo: i Gunners hanno perso 6 punti in 2 giornate e ora la squadra di Arteta non è più padrona del suo destino perché i Citizens hanno una partita da recuperare.

L’Arsenal perde col Manchester City 2-1: Premier League riaperta

Eppure, la partita si era rimessa in equilibrio quasi subito. Dopo il vantaggio firmato da Rayan Cherki, un grave errore di Gianluigi Donnarumma aveva spalancato la porta al pareggio di Kai Havertz. Un episodio che avrebbe potuto cambiare l’inerzia del match, ma che l’Arsenal non è riuscito a sfruttare.

La scelta di Arteta di lasciare inizialmente in panchina Viktor Gyökeres ha fatto discutere: il centravanti svedese, abituato ad attaccare gli spazi, avrebbe potuto creare maggiori problemi a una difesa alta come quella del City. Al suo posto, Havertz ha sì trovato il gol, ma senza dare profondità e velocità alla manovra.

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Nel secondo tempo il City ha preso il controllo, trovando il colpo decisivo con Erling Haaland, dominante nel duello fisico con Gabriel. Da lì in poi, per l’Arsenal è stato tutto più complicato: occasioni sporadiche, come il palo di Eze, e poca lucidità nei momenti chiave.

Nel finale, le mosse dalla panchina arrivano tardi e non cambiano il destino della gara. L’ultima opportunità capita ancora a Havertz, ma il colpo di testa da posizione favorevole termina alto, spegnendo le speranze. Così, quella che doveva essere una prova di forza si trasforma in un segnale d’allarme. E quella provocazione iniziale, tra ironia e sfottò, finisce per assomigliare fin troppo a una fotografia del momento.

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