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10 Novembre 2021
20:37

La confessione dell’ex calciatore: “Mi obbligavano a doparmi o sarei stato multato”

L’ex calciatore francese, Garra Dembélé, nel corso di in un’intervista a L’Équipe ha rivelato di essere stato costretto a doparsi per gran parte della sua carriera: “Ho dovuto prendere una decina di pillole dopo l’allenamento. Non sapeva nemmeno cosa fosse. Non avevo altra scelta che prenderli perché altrimenti sarei stato multato”.
A cura di Vito Lamorte
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Ci sono storie che tornano ciclicamente nello sport e quella che fa riferimento alla presenza del doping in un mondo che dovrebbe avere ben altre fondamenta. L'ultima rivelazione arriva dalla Francia e le parole sono quelle di Garra Dembélé, ex calciatore, che confessato di aver fatto uso di sostanze dopanti durante la sua carriera. In un documentario dal titolo ‘Broken Fates', trasmesso dal noto quotidiano transalpino L'Équipe, l'atleta nato a Genevilliers, che ha condiviso l'esperienza a Clarefontaine con giocatori come Ben Arfa o Ricardo Faty, ha dichiarato che lo hanno costretto a prendere 10 pillole altrimenti sarebbe stato multato: "In Bulgaria, quando abbiamo finito le partite di Europa League, bevevamo delle tisane. Subito dopo la partita, prendevo prodotti che non sapevo esattamente cosa fossero. In Germania, quando ero a Friburgo, prendevo dei prodotti che erano vietati. In realtà, ero dopato e avevo ormoni nel mio corpo".

Dembélé non è riuscito ad avere successo nel mondo del calcio e ha  avuto una carriera complessa: di oggi la confessione di aver assunto sostanze illegali sotto la pressione dei suoi club, soprattutto quando ha giocato in Bulgaria e in Germania. Garra si è ritirato nel 2017 dopo una stagione al Solothurn in Svizzera, all'età di 31 anni.

Dembélé ha raccontato quello che accadeva in Germania, dove ha continuato ad assumere sostanze illegali e nonostante i controlli non risultava mai positivo: "Avevo una scatola con il mio numero, 11, dall'arrivo. Ho dovuto prendere una decina di pillole dopo l'allenamento. Non sapeva nemmeno cosa fosse. Non lo sapevo, non lo sapevo. Non avevo altra scelta che prenderli perché altrimenti sarei stato multato. Dopo le partite del fine settimana, quando abbiamo avuto il controllo antidoping, mi ha sempre colpito. Ha urinato, ma a quanto pare non c'è mai stato niente”.

Al di fuori del calcio, Garra ha avuto anche diverse situazioni complesse da gestire. Quando era parte della squadra Auxerre B (2004-2006), è stato condannato per guida in stato di ebbrezza e gli è stata sospesa la patente ma successivamente è stato beccato a guidare senza documenti e con permessi falsi. Nel 2006 era stato accusato di aver violentato una studentessa americana a Roma, ma pochi mesi dopo è stato assolto da tutti i capi d'imputazione.

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