Le belle sensazioni nate dopo la vittoria al debutto contro la Sampdoria, hanno lasciato il posto alle delusioni dei due pareggi con Roma e Crotone. La Juventus di Andrea Pirlo è ancora un cantiere aperto, e lo ha confermato proprio la partita giocata all'Ezio Scida contro la neopromossa di Stroppa che, fino ad ora, non aveva ancora conquistato nessun punto in campionato. Senza il suo giocatore più forte e rappresentativo, fermato dal Coronavirus, e con Paulo Dybala ancora in panchina, la formazione bianconera ha dunque dimostrato di essere ancora lontana da quella ammirata nelle scorse stagioni.

I problemi della vecchia signora

Il tocco del ‘maestro' Pirlo non si è infatti ancora visto. La squadra balla in difesa, fatica a costruire gioco e ha limiti anche in attacco, dove Morata non è esattamente il Lukaku di turno e Kulusevski e Chiesa (ieri espulso) corrono spesso a vuoto. A mancare è anche l'apporto di uno dei colpi del mercato estivo. Fino ad ora Arthur non ha infatti incantato, e anche a Crotone ha mancato di personalità facendo alla fine rimpiangere Pjanic. A pochi giorni dall'esordio nel girone di Champions League, a Kiev contro la Dinamo, la Juventus ha dunque ancora diversi problemi da risolvere, come ha candidamente ammesso anche lo stesso tecnico: "Siamo in costruzione e abbiamo bisogno di tempo".

Le scelte di Andrea Pirlo

Dopo nove scudetti di fila e con davanti l'obiettivo di tentare di vincere il massimo torneo europeo, alle orecchie dei tifosi suonano però decisamente male le parole del successore di Sarri. Dalle parti della Continassa si è ormai abituati a prendere tutto e subito, e l'attesa per la crescita di allenatore e giocatori non è certamente contemplata. Di fronte ai primi mezzi passi falsi, Pirlo ha inoltre il dovere di rispondere alle prime critiche mosse da stampa e tifosi: tra queste anche quelle di aver portato in panchina Chiellini, Cuadrado e Dybala e aver schierato i giovani Frabotta e Portanova.