La Champions League della Juventus inizia questa sera, al Wanda Metropolitano di Madrid (ore 21, in diretta tv sui canali Sky) contro l'Atletico. L'anno scorso – ma in panchina c'era Massimiliano Allegri – prestazione e risultato furono penalizzanti: si giocavano gli ottavi di finale e quel 2-0 in favore degli spagnoli calò come una sentenza sul cammino dei bianconeri. Ci pensò un Cristiano Ronaldo straordinario a ribaltare tutto al ritorno spingendo la vecchia signora ai quarti. Questa volta la sfida avviene nella fase a gironi ma sarà ugualmente durissima. Lo sa bene Leonardo Bonucci che oggi avrà una responsabilità in più: ovvero, indossare la fascia di capitano.

Sarà lui, infatti, il riferimento per compagni di squadra e arbitro. Metterà la stringa al braccio anche in Europa (dopo aver fatto nelle ultime due sfide in campionato) e proverà a onorarla in assenza di Giorgio Chiellini. Sarà così fino a quando il difensore non sarà pienamente recuperato dall'infortunio al ginocchio (rottura del legamento crociato). Marzo: dovrebbe essere quella la data fissata per il rientro. Fino allora sarà il numero 19 a fare le veci del capitano. A poche ore dal match con gli iberici, Bonucci racconta al canale tematico della Juventus (JTV) le emozioni della vigilia e spiega che valore abbia per lui avere quella fascia al braccio.

Se mi fermo un attimo e penso a quando avevo 10 anni, che indossavo la maglia con le stelle gialle sulle spalle per la finale del '96, e poi penso che oggi sono il capitano della Juventus in quella stessa competizione mi vengono i brividi.

Un onore e soprattutto un onere, ecco cosa vuol dire essere il capitano di una rosa che annovera campioni del calibro di Cristiano Ronaldo e ha l'obbligo di vincere. Sempre. A cominciare dalla Champions. Questione di obiettivi e di mentalità.

Ho degli obblighi, devo essere d'esempio, devo aiutare i miei compagni – ha aggiunto Bonucci -. È uno scambio reciproco, siamo una squadra.