Il mercato dell’Inter per ora è bloccato. I dirigenti nerazzurri dopo aver acquistato Hakimi e riscattato Sensi si sono fermati e non lo hanno fatto perché Conte ha posto il veto su Tonali e Kumbulla, che erano stati bloccati e nemmeno su Allan, finito all’Everton. Ma il blocco c’è stato perché il governo cinese ha stabilito che gli imprenditori cinesi non devono fare investimenti eccessivi in aree non strategiche per l’interesse e l’economia del paese, e oltre a questo si è aggiunto il Covid che ha frenato tutta l’economia mondiale.

Zhang non può spendere, mercato a costo zero per l’Inter

Dunque c’è una direttiva del governo cinese che impedisce agli imprenditori di non investire decine di milioni di euro in attività non considerate strategiche, tra queste anche il calcio. E questa notizia ovviamente condiziona il mercato dell’Inter, che è di proprietà del gruppo Suning. Il presidente Steven Zhang nel mese di agosto ha confermato questo al tecnico Conte e ai dirigenti Marotta e Ausilio. Il mercato sarà al risparmio e prima di comprare bisogna vendere. E con il mercato bloccato i nerazzurri hanno perso Tonali, che è del Milan, e perderanno probabilmente anche Kumbulla, nel mirino della Lazio.

Prima si vende e poi si compra, sarà così il calciomercato Inter

La direttiva del governo cinese è chiara, e non da oggi. E allo stop agli investimenti si aggiungono anche i mancati incassi dal botteghino. Marotta e Ausilio lo scorso anno hanno speso tantissimo, 145 milioni, ma ne hanno incassati pure tanti, 115. Dunque perdite ridotte al minimo, che sono state poi azzerate o quasi dai risultati conseguiti – secondo posto in campionato e finale di Europa League. Ora dovrà accadere la stessa cosa. L’Inter ha speso già 65 milioni tra l’acquisto di Hakimi e il riscatto di Sensi, ma prima di puntellare la rosa di Conte i dirigenti nerazzurri dovranno cedere dei giocatori a titolo definitivo, sicuramente via Perisic, ma possono partire totalmente Nainggolan e Joao Mario, in attesa dell’acquisto di Vidal.