Infantino ironizza sui biglietti da 2 milioni per i Mondiali: “A chi li compra porterò Coca e hotdog”

Gianni Infantino non ha resistito a ironizzare su uno dei temi più caldi che sta accompagnando l'avvicinamento ai Mondiali 2026, il prezzo ritenuto dai più esorbitante dei biglietti per le 104 partite in programma. Che lievitano a folli somme quando si parla della finale con rilanci che hanno toccato i 2 milioni per un posto al MetLife Stadium nel New Jersey. "Giocheremo in un Paese patria del mercato libero" ha spiegato il Presidente FIFA, riferendosi agli Stati Uniti, "ci siamo dovuti adattare. Ma a chi acquisterà un biglietto a quel prezzo, porterò personalmente una Coca e un hotdog".
La provocazione di Infantino sui biglietti a 2 milioni: "A chi li compra porto bibita e panino"
Potrebbero essere il panino e la bevanda più costosi al mondo e molto probabilmente non varrebbero la spesa ma è ciò che attenderà l'impavido acquirente di un tagliando per la finale di domenica 19 luglio al MetLife Stadium nel New Jersey, nel caso decidesse di spendere la cifra di 2 milioni a cui è arrivata la rivendita, per i posti più cool da cui seguire l'atto conclusivo del torneo iridato. Gianni Infantino ha infatti annunciato che si trasformerà in estemporaneo "paninaro" di lusso, omaggiando colui che oserà tanto: "Se qualcuno dovesse comprare un biglietto per la finale a due milioni, gli porterò personalmente un hotdog e una Coca-Cola per assicurarmi che si diverta" ha detto divertito, provando a svelenire l'ambiente dalle recenti tossine di chi si lamenta sui prezzi.

Infantino difende il costo dei biglietti dei Mondiali: le 104 partite in programma sono tutte esaurite
"Se qualcuno mette in vendita sul mercato secondario i biglietti per la finale a due milioni, innanzitutto, questo non significa che quei biglietti costino davvero due milioni di dollari", ha ancora sottolineato Gianni Infantino ai margini di una conferenza tenutati a Beverly Hills, in California, dove ha trattato il tema biglietti. "E in secondo luogo, questo non significa che qualcuno li comprerà!". Un modo astuto per ridurre ai minimi termini le infinite polemiche che si stanno susseguendo tra gli appassionati, alla ricerca dei tagliandi mondiali. Sui quali si è creata una narrativa sgradita al numero uno della FIFA che ha inoltre sottolineato come funziona il meccanismo in atto.

Il 25% dei biglietti per la fase a gironi per i Mondiali 2026 costa in realtà meno di 300 dollari, un prezzo più che accettato visto che la FIFA avrebbe ricevuto, fino ad oggi, oltre 500 milioni di richieste rispetto ai 50 milioni delle due precedenti edizioni della Coppa del Mondo messe insieme, evidenziando come i posti negli stadi dove si disputeranno tutte le 104 partite dell'edizione 2026 siano già esauriti.
Infantino e il "mercato libero": "Operiamo nel Paese con il mercato dell'intrattenimento più sviluppato al mondo"
Il problema, però, è proprio questo: la rivendita, che sta facendo lievitare il valore dei biglietti a somme mai viste prima. Un fenomeno davanti al quale ancora Infantino delinea la rotta intrapresa dalla FIFA: "Dobbiamo tenere conto del mercato e noi operiamo nel Paese con il mercato dell'intrattenimento più sviluppato al mondo. Pertanto, dobbiamo applicare i prezzi di mercato". Un discorso logico e lineare con cui Infantino ricorda come "negli Stati Uniti sia consentita anche la rivendita dei biglietti. Quindi, se vendessimo i biglietti a un prezzo troppo basso, verrebbero rivenduti a un prezzo molto più alto". Nessuna asta selvaggia e senza regole, quindi: "In realtà, anche se alcuni sostengono che i nostri prezzi siano alti, quei biglietti finiscono comunque sul mercato della rivendita a un prezzo ancora più elevato, più del doppio".