In Messico gli insegnati protestano prima del via dei Mondiali 2026: bloccato l’ingresso dell’Azteca

Tra meno di quarantotto ore prenderanno il via i Mondiali 2026. Giovedì 11 giugno, alle ore 21 italiane, dopo la Cerimonia d'Apertura si disputerà la partita tra il Messico e il Sudafrica. L'attesa è tanta. Ma c'è anche paura per le proteste minacciate in Messico. Intanto, a 48 ore dal via, una massiccia manifestazione di protesta è scoppiata proprio in Messico, con i manifestanti, in larga parte professori, che hanno bloccato la strada principale che porta allo Stadio Azteca.
La protesta dei manifestanti a Città del Messico
Dunque a Città del Messico migliaia di manifestanti, in parte insegnanti, hanno bloccato l'accesso allo Stadio Azteca, lo hanno fatto a due giorni dall'inaugurazione della Coppa del Mondo 2026. La manifestazione era tutto sommato prevista, come ne sono previste altri nei prossimi giorni. I manifestanti chiedono un aumento dei salari e l'abrogazione di una dura legge sulle pensioni. Bloccata anche o forse verrebbe da dire soprattutto la strada principale al mitico Stadio Azteca.
Messico-Sudafrica aprirà i Mondiali 2026
Già durante la scorsa settimana, i disagi nella megalopoli messicana il caos è aumentato, con tanto di proteste, forti, anche i blocchi stradali da parte degli insegnati, con conseguente abbattimento di statue dedicate ai calciatori che disputeranno il Mondiale. Il Presidente del Messico Claudia Shinebaum aveva detto: "Garantiremo che la celebrazione dell'inaugurazione della Coppa del Mondo si svolga bene, in pace e con tranquillità".
Il Messico è il primo paese a ospitare per la terza volta la Coppa del Mondo e il simbolo, anzi l'emblema è il maestoso Azteca, stadio che è stato teatro di partite ed eventi memorabili. Ora i manifestanti hanno bloccato l'accesso allo stadio Azteca, a due giorni dalla gara tra Messico e Sudafrica, la prima del Girone A.