Il Napoli e Gattuso tornano sotto accusa: il crollo di Verona non ha scusanti. In vantaggio dopo soli pochi secondi i partenopei hanno disputato una partita da dimenticare sotto ogni aspetto. Mai in grado di mettere il colpo del ko, si sono fatti prima riprendere e poi superare in un secondo tempo in cui il Verona ha dettato la sua legge. Dopo la sconfitta in Supercoppa contro la Juventus, il gruppo di Gattuso ha confermato enormi difficoltà nel gestire le partite e avere una costanza di rendimento soddisfacenti.

Partita cruciale per Juric e il suo Verona che ha perso continuità di rendimento. Ma anche per Gattuso che deve dare uno strappo alla stagione, dopo aver fallito il primo trofeo a favore della Juventus. Il Napoli ci prova contando i rientranti ma non rischia nessuno e si affida a Petagna in avanti mentre gli scaligeri presentano un 3-5-2 fortemente rimaneggiato. Inzia però nel modo peggiore il match per i padroni di casa che vanno sotto di un gol dopo solo 8 secondi di gioco. Complice uno svarione di Dimarco e l'intuizione di Hirving Lozano che approfitta e sigla la seconda rete più veloce di sempre.

Una doccia fredda che gela il Verona per quasi mezz'ora. Il Napoli vola in discesa ma ancora una volta manca la classica ‘ cazzimma' per uccidere il match contro un avversario che riesce a riprendersi dal contraccolpo psicologico. Non è un caso che la carica venga suonata proprio da chi aveva le colpe principali sul gol: Dimarco. E' lui a trovare il pareggio, al 34′ rimettendo tutte le cose in ordine per una gara tutt'altro che chiusa.

Il finale di primo tempo non regala ulteriori emozioni, come l'inizio della ripresa con Juric e Gattuso che insistono sugli undici di inizio partita. Ma è proprio nella ripresa che Juric compie l'impresa: il Verona cresce ed esce alla distanza trascinato dal solito Zaccagni che sale in cattedra a centrocampo e prima offre l'assist vincente a Barak per il sorpasso, poi mette la freccia in un finale da applausi quando all'81' fissa il tabellino sul 3-1