Tornare alla Juventus e ritrovare un "vecchio" compagno d'arme dall'altra parte della barricata. È quel che può accadere ad Arturo Vidal, a lungo accostato all'Inter nei mesi scorsi perché Antonio Conte lo aveva espressamente richiesto quale rinforzo per il centrocampo. Il cileno e il suo tecnico (ai tempi della Juve) si sono guardati da lontano, salutati, lanciati cenni d'intesa peccato che quella economica tra i club (e con il calciatore) non sia mai stata trovata.

Il cileno ha un altro anno di contratto con il Barcellona e l'unica cosa a cui pensa ora è vincere (non c'è mai riuscito) quella Champions che ha solo sfiorato. Dinanzi a sé ha una montagna da scalare: quel Bayern Monaco nel quale ha militato per tre stagioni prima di fare di nuovo i bagagli e trasferirsi nella Liga. I tedeschi sono tra i favoriti per la vittoria del trofeo e la sfida contro di loro vale una finale. Ecco perché, al momento, nella testa di "King Arturo" non c'è altro.

I tempi dilatati della pandemia (dal campo al mercato) hanno reso tutto più fluido, a fine mese – quando anche il sipario delle Coppe sarà calato – sarà anche più libero mentalmente per decidere il proprio futuro. E adesso che sulla panchina dei bianconeri c'è Andrea Pirlo la prospettiva cambia. All'orizzonte c'è un'altra meta da raggiungere soprattutto se da Torino dovesse arrivare un cenno chiaro. Vi ha giocato per tre stagioni, l'idea di farvi rientro a 33 anni – come raccontato dal quotidiano spagnolo "El Pais" – è tutt'altro che folle.

Qualcosa di concreto di c'è, che sia un pensiero stupendo oppure celeste nostalgia lo si capirà a breve. Però, anche oggi a 33 anni, è forte lo stimolo a lavorare di nuovo con il "vecchio" compagno d'arme che a centrocampo aveva costituito una linea di lotta e di governo perfetta o quasi: il furore agonistico di Vidal, le geometrie e il senso tattico di Pirlo.