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Il Dottor Tavana: “Silvio Berlusconi arrivò alle spalle e mi tagliò la cravatta”. Colpa dei pallini

Il dottor Rodolfo Tavana, storico medico sociale del Milan di Silvio Berlusconi, racconta cosa fece il presidente rossonero un giorno a tavola, arrivando alle sue spalle. Gli tagliò la cravatta perché aveva notato il colore dei pallini: “Mi diede la sua cravatta personalizzata”.
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La voce di Rodolfo "Rudy" Tavana si incrina per la commozione quando parla del Milan di Silvio Berlusconi, che per lui è stato come una seconda famiglia. Tavana oggi a 75 anni è fuori dal mondo del calcio e continua a lavorare come ortopedico e specialista in medicina dello sport nel privato, e tuttavia basta un attimo – nel sentirlo ricordare i tempi di quella squadra leggendaria che ha dettato legge in Italia e nel mondo – per capire quanto rossonero ci sia nel suo sangue e come la sua vita sia stata segnata da quella esperienza e soprattutto dall'incontro con Berlusconi.

Tavana è stato medico sociale del Milan in due diverse occasioni, dal 1987 al 2003 e dal 2011 al 2017. Nella sua intervista a ‘Radio Rossonera', il dottore prova a spiegare cosa era quel Milan vissuto da dentro: "Io ero milanista fin da bambino, venivo da una discendenza milanista. Quindi approcciarmi al Milan, al di là dell'aspetto professionale che indubbiamente era un salto di qualità, era soprattutto agli inizi un insieme di fattori anche emozionali. Non era solo il lavoro, c'erano anche degli aspetti affettivi. Il rapporto che si creava coi dirigenti, mi riferisco soprattutto a Berlusconi, era un rapporto – per carità ci si dava del Lei – ma c'era qualcosa che andava un po' oltre il semplice rapporto di lavoro col tuo capo".

Il dottor Rudy Tavana oggi a 75 anni
Il dottor Rudy Tavana oggi a 75 anni

Per far capire bene di cosa parla, Tavana racconta un aneddoto particolare con protagonista Berlusconi: "Un giorno a Milanello si mangiava su dei tavoli rotondi e io ero con i dirigenti, con i tecnici, il team manager. Era sabato, c'era il presidente Berlusconi nel tavolo più in là, io davo le spalle alla squadra e la squadra rumoreggiava sempre quando pranzava. In effetti io mi sono reso conto che non faceva più rumore, però non sono andato a fondo, e da dietro il dottor Berlusconi mi taglia la cravatta, si leva la sua cravatta personalizzata e mi dice: ‘Vede dottore, nella sua cravatta c'erano dei puntini viola, noi domani giochiamo una partita, il viola porta sfortuna'".

"Questa azione non è la prevaricazione del presidente rispetto al medico, no, è segno di un rapporto tale per cui lui si è permesso di farlo perché c'è un rapporto, non dico affettuoso, però amichevole. Ecco questo è il Milan", conclude nostalgico Rudy Tavana.

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